2 agosto 2021
Aggiornato 08:30
In scadenza la legge voluta da Bush dopo l'11 settembre

Gli Stati Uniti tra privacy e lotta al terrorismo

Un tribunale d'appello federale statunitense ha deliberato che il programma della National Security Agency (Nsa) di raccolta dati delle telefonate di milioni di cittadini statunitensi è illegale. Il tutto, a ridosso della scadenza della legge antiterrorismo voluta da George Bush.

NEW YORK (askanews) - Un tribunale d'appello federale statunitense ha deliberato che il programma della National Security Agency (Nsa) di raccolta dati delle telefonate di milioni di cittadini statunitensi è illegale, non autorizzato dal Patriot Act, come sostenuto a lungo dai presidenti George W. Bush e Barack Obama.

Raccolta massiccia di dati da parte di Nsa è illegale
I tre giudici del Secondo circuito delle Corti d'appello hanno sentenziato all'unanimità che la legge che permette la raccolta di informazioni rilevanti per le indagini nella lotta al terrorismo non autorizza la cosiddetta «bulk collection», la raccolta di un così grande quantitativo di informazioni, come fatto dall'agenzia di spionaggio. I giudici non si sono però espressi sulla costituzionalità del programma, denunciato da Edward Snowden.

Legge antiterrorismo in scadenza
La decisione, presa a New York, arriva in un momento delicato del dibattito nazionale sulla sorveglianza operata dal governo, con la Sezione 215 del Patriot Act, la legge voluta da Bush dopo l'11 settembre 2001 per combattere il terrorismo, che scadrà il prossimo mese; i membri del Congresso stanno discutendo della possibilità di rinnovare, modificare o far 'morire' la Sezione 215, quella che, secondo le agenzie d'intelligence, avrebbe autorizzato la raccolta di milioni di metadati telefonici.

Diritto alla privacy e dovere alla difesa della sicurezza
A portare il caso in tribunale è stata l'American Civil Liberties Union, secondo cui la raccolta di metadati dovrebbe essere fermata perché violerebbe il diritto alla privacy dei cittadini statunitensi. I giudici non hanno ordinato la fine della raccolta dei dati, facendo notare che il dibattito in Congresso sulla Sezione 215 dovrà necessariamente portare a una decisione, in un senso o nell'altro. Se il Congresso dovesse decidere di approvare la raccolta dei metadati telefonici, la questione del diritto alla privacy, su cui i tre giudici non si sono espressi, potrebbe essere affrontata dal tribunale.