7 dicembre 2019
Aggiornato 07:00

Campagna elettorale agli sgoccioli, a caccia dei voti degli indecisi

I leader dei principali partiti britannici sono entrati nel rush finale della campagna prima del voto di giovedì, che si preannuncia tra più incerti della storia del Regno Unito.

LONDRA (askanews) - I leader dei principali partiti britannici sono entrati nel rush finale della campagna prima del voto di giovedì, che si preannuncia tra più incerti della storia del Regno Unito.

Testa a testa
Del resto fin dall'inizio dell'anno, secondo i sondaggi, nessuna delle due formazioni maggiori, conservatori e laburisti, è mai apparsa in grado di conquistare la maggioranza assoluta alla House of Commons, aprendo la prospettiva di un secondo governo di coalizione. Una ipotesi a cui Tories e Labour, a cui l'ultimo poll della Bbc attribuisce rispettivamente il 34% e il 33% delle intenzioni di voto, si stanno preparando da mesi. Per evitare un tale scenario o per lo meno apparire in posizione di forza quando sarà il momento di negoziare degli accordi, David Cameron e Ed Miliband hanno organizzato un vero e proprio tour de force nel Paese con l'obiettivo di convincere l'esercito degli indecisi, stimati ancora a circa il 20%.

L'ultimo tour di Cameron
Il primo ministro conservatore David Cameron ha intrapreso un tour di 36 ore del Paese che lo impegnerà anche nelle ore notturne e che lo porterà fino in Cornovaglia. Sicuramente Cameron tornerà ad agitare in queste ultime ore il pericolo che rappresenta ai suoi occhi una eventuale alleanza fra il Labour e gli scozzesi dell'Snp, che potrebbero vincere una cinquantina di seggi e trasformarsi nell'ago della bilancia di queste elezioni. «Non è difficile immaginare il caos che provocherebbe l'arrivo di Ed Miliband al potere», ha detto il primo ministro, secondo delle anticipazioni. «Basta guardare le notizie. Nicola Sturgeon (la leader dell'Snp, ndr) va sempre in tv per spiegarci che metterà Ed Miliband a Downing Street per poterlo ricattare ogni volta che ci sarà un voto», ha detto ancora Cameron, invitando gli elettori ha dare al suo partito un mandato chiaro. Dall'inizio della campagna, i conservatori accusano il Labour di voler negoziare sottobanco un accordo con l'Snp, partito il cui ultimo obiettivo, resterebbe, secondo loro, l'indipendenza della Scozia.

Ed Miliband, lo sfidante
Costretto a pronunciarsi sulle sue intenzioni in proposito, Ed Miliband, che oggi è andato a Birmingham da dove ha ribadito l'impegno del suo partito per riformare il sistema sanitario nazionale, ha dovuto promettere che non ci sarà nessun «mercanteggiamento» con i nazionalisti scozzesi. Secondo la Bbc, alti dirigenti laburisti punterebbero in effetti ad una alleanza con i liberaldemocratici, opzione che darebbe a un governo Miliband una maggiore legittimità.

Il liberaldemocratico Nick Clegg
Il leader liberaldemocratico Nick Clegg, il cui partito centrista è stato il partner di minoranza nell'ultima coalizione a guida Tory, sta tenendosi tutte le porte aperte. Lanciando il suo ultimo tour nel Sud Ovest dell'inghilterra che terminerà nel Nord della Scozia, Clegg ha detto che sosterrà il partito con il «mandato più solido». Intervistato sulla questione, il leader dei Lib-Dem non ha escluso una tale possibilità, affermando che discuterà con il partito che avrà ottenuto «il mandato più solido», ovvero più voti. Clegg ha anche tenuto a sottolineare di non avere ancora avviato nessun negoziato né con il Labour, né con i Tories. «Niente ancora nessuna discussione, non è così che funziona», ha insistito Clegg. «Se il partito che avrà ottenuto il mandato più solido dal popolo britannico vorrà rivolgersi ai Liberal democratici, naturalmente li ascolteremo», ha dichiarato alla Bbc.

La Sturgeon alla conquista dei voti degli unionisti
Al termine di una campagna al di sotto delle aspettative, dopo i successi del 2014 piuttosto fiacca, il leader dell'Ukip ha deciso di trascorrere le ultime ore prima del voto a South Thanet, il seggio nel Kent che spera di vincere per il suo partito e con il quale si gioca la sua sopravvivenza politica. Nel caso di una debacle ha promesso infatti che lascerà la guida dell'Ukip, un grosso colpo per un partito che da sempre si è fortemente identificato con il suo leader. Intanto ha invitato gli elettori a «votare con il cuore». Decisa a portare a casa tutti i seggi che i sondaggi le promettono da settimane per poter così influenzare il prossimo esecutivo, a sua detta, la Sturgeon in queste ultime ore sta tentando di guadagnarsi anche i voti degli unionisti, affermando che un governo centrale che escluda gli scozzesi non potrà in alcun modo considerarsi legittimo.