6 dicembre 2019
Aggiornato 01:00

Tutti gli ostacoli sul cammino di Netanyhau

Dopo oltre un mese di trattative, colpi di scena e puntate al rialzo, il premier israeliano incaricato Benjamin Netanyahu si ritrova a poche ore dalla scadenza del termine senza essere riuscito ancora a formare una solida coalizione di governo. Un suo fallimento obbligherebbe il presidente Reuven Rivlin ad affidare l'incarico ad un'altra parte politica.

GERUSALEMME (askanews) - Dopo oltre un mese di trattative, colpi di scena e puntate al rialzo, il premier israeliano incaricato Benjamin Netanyahu si ritrova a poche ore dalla scadenza del termine senza essere riuscito ancora a formare una solida coalizione di governo. Un suo fallimento obbligherebbe il presidente Reuven Rivlin ad affidare l'incarico ad un'altra parte politica.

Trionfo di Netanyahu
Il trionfo oltre ogni aspettativa di Netanyahu alle elezioni del 17 marzo, sembrava aver dato ragione alla strategia politica del leader del Likud che, forte di 30 seggi, sperava di raggiungere una solida maggioranza di 67 seggi su 120 alleandosi con i cinque partiti nazionalisti e religiosi.

Il «tradimento» dei nazionalisti
Ma ieri è arrivata la doccia fredda di Avigdor Lieberman, leader del partito nazionalista Israel Beiteinou, che ha deciso di negare i suoi sei deputati a un governo «basato sull'opportunismo e sul conformismo». Una decisione che lascia Netanyahu con una risicatissima maggioranza di 61 voti, sempre che riesca ancora ad assicurarsi il sostegno del partito ultraortodosso Foyer con i suoi 8 parlamentari. «Con soli 61 voti - commenta il quotidiano Maariv - Bibi (soprannome di Netanyahu) non arriverà alla fine dell'anno, non riuscirà ad approvare il bilancio, non riuscirà a sopravvivere» e le possibilità di realizzare grandi riforme saranno minime, in un contesto simile.

Governo di unità nazionale?
Riprende anche quota l'ipotesi di un governo di unità nazionale, con l'ingresso dei laburisti, ipotesi che non è mai stata completamente esclusa da Netanyahu. Il quotidiano liberale Haaretz evoca questa possibilità nel giro di qualche mese. Ma il leader dei laburisti, Isaac Herzog, ha affermato ancora ieri la sua fedeltà all'opposizione.