22 febbraio 2020
Aggiornato 21:00
Nonostante la querelle con la Turchia

La Chiesa armena canonizza i martiri del genocidio

Altra puntata nella saga sul genocidio armeno. La Chiesa armena si prepara a canonizzare oggi 1,5 milioni di vittime del genocidio armeno perpetrato dai turchi ottomani, alla vigilia della commemorazione ufficiale del centenario dei massacri e nonostante le pesanti critiche della Turchia, che respinge l'uso del termine genocidio.

EREVAN (askanews) - La Chiesa armena si prepara a canonizzare oggi 1,5 milioni di vittime del genocidio armeno perpetrato dai turchi ottomani, alla vigilia della commemorazione ufficiale del centenario dei massacri e nonostante le pesanti critiche della Turchia, che respinge l'uso del termine genocidio. La canonizzazione, stasera nei pressi della capitale Erevan, è la più grande in termini numerici mai effettuata da una chiesa cristiana. Domani milioni di persone in tutto il mondo, compresi vari capi di Stato e di governo, renderanno omaggio alle vittime dei massacri iniziati esattamente cento anni fa.

Canonizzazione dei martiri del genocidio armeno
«Il 23 aprile avrà luogo la canonizzazione dei martiri del genocidio armeno» ha annunciato la Chiesa apostolica armena, che ha invitato tutti gli armeni a «partecipare devotamente a questo evento storico». La cerimonia sarà celebrata dal capo della Chiesa armena, il catholicos Karekin II, a Echmiadzin, una ventina di chilometri da Erevan, in un edificio del IV secolo considerato la più antica cattedrale cristiana al mondo. Dopo la cerimonia, le campane suoneranno in tutte le chiese armene del mondo e verrà osservato un minuto di silenzio.

La Chiesa non fa che riconoscere i fatti
Canonizzando le vittime, «la Chiesa non fa che riconoscere i fatti, cioè il genocidio» ha dichiarato ieri Karekin II. «Per noi armeni è un obbligo morale e un diritto di ricordare 1,5 milioni di nostri familiari uccisi e di centinaia di migliaia di persone che hanno subito privazioni disumane" ha detto il presidente armeno Serzh Sarkisian.

Una ventina di Paesi riconoscono il genocidio
Gli armeni stimano che dal 1915 al 1917, negli ultimi anni dell'impero ottomano, 1,5 milioni di persone siano stati uccisi in modo sistematico,e una ventina di paesi, tra cui Francia e Russia, riconoscono che si trattò di genocidio. La Camera dei deputati italiana ha riconosciuto nel 2000 il genocidio. La Turchia respinge il termine e parla della guerra civile in Anatolia, accompagnata da una carestia, che avrebbe causato al morte di 300mila-500mila armeni e di altrettanti turchi.

Cerimonie commemorative a Erevan
Domani Erevan accoglierà centinaia di migliaia di persone per una cerimonia commemorativa al Memoriale delle vittime del genocidio armeno, tra gli invitati il presidente russo Vladimir Putin e il francese François Hollande. Cerimonie commemorative organizzate dalla diaspora avranno luogo da Los Angeles a Stoccolma, da Parigi e Beirut. A due giorni dall'anniversario il parlamento austriaco ha osservato ieri un minuto di silenzio in memoria del genocidio, per la prima volta in un Paese che fu alleato degli ottomani e dove il termine non era mai stato usato finora. Un gesto che provocato la rabbia della Turchia, che ha richiamato il suo ambasciatore.

La querelle storica
Nelle ultime settimane la Turchia, erede dal 1923 dell'Impero ottomano, si è molto irritata dopo che il Papa ha usato per la prima volta la prima volta la parola «genocidio» per indicare il massacro degli armeni e il Parlamento europeo ha inviato Ankara a riconoscere il genocidio. In risposta la Turchia ha richiamato il suo ambasciatore in Vaticano e il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha inviato il papa a non ripetere l'"errore».