21 novembre 2019
Aggiornato 03:30
Putin sostenitore di una politica monetaria comune, ma il Kazakistan rifiuta

Non ci sarà l'«euro russo». Per ora

Il Kazakistan non accetterà che vi sia una moneta unica all'interno dell'area di libero scambio con la Russia, la Bielorussia e l'Armenia, come vorrebbe il presidente russo Vladimir Putin. L'ha chiarito oggi il viceministro dell'Economia Timur Zhaksylykov. Per Putin, sarebbe stato il momento di promuovere un'unione monetaria.

MOSCA (askanews) - Il Kazakistan non accetterà che vi sia una moneta unica all'interno dell'area di libero scambio con la Russia, la Bielorussia e l'Armenia, come vorrebbe il presidente russo Vladimir Putin. L'ha chiarito oggi il viceministro dell'Economia Timur Zhaksylykov.

Nessuna moneta unica
Putin aveva proposto una moneta comune all'interno dell'Unione economia euroasiatica (EEU), il raggruppamento che Mosca ha pensato come contraltare dell'Unione europea.«Noi non stiamo discutendo questioni di questo tipo» ha detto il viceministro kazako parlando coi giornalisti. «Vorrei dire - ha aggiunto - che il Kazakistan ha una posizione chiara e precisa nell'escludere la possibilità d'introdurre una moneta unica nella cornice dell'EEU».

Putin spingeva per l'unione monetaria
Putin aveva avanzato la proposta in un vertice con il presidente kazako Nursultan Nazarbayev e con quello bielorusso Alexander Lukashenko il mese scorso. «Noi pensiamo che sia giunto il tempo per discutere opportunità come una potenziale unione monetaria» aveva detto allora il capo del Cremlino. Le dichiarazioni di Zhaksylykov vengono in un momento in cui ci sono tensioni nei rapporti economici tra Mosca e Astana, anche se le due parti evitano di parlare apertamente di una guerra commerciale in atto.

Embarghi reciproci
Da fine marzo il Kazakistan ha iniziato a limitare le vendite di diversi prodotti alimentari russi, citando preoccupazioni per la salute dei consumatori. Citando le stesse ragioni, la Russia ha risposto questo mese vietando i prodotti caseari kazaki, la frutta e vegetali. I produttori kazaki sono entrati in sofferenza a causa della caduta del rublo che ha avuto come effetto collaterale una notevole competitività rispetto ai concorrenti kazaki.