21 settembre 2019
Aggiornato 02:00
Lapsus freudiano?

Il processo di pace curdo svanisce dal manifesto del partito di governo

Il premier cerca di giustificarsi: è stata solo una svista, Eppure, Nelle 350 pagine del manifesto elettorale del partito di governo turco per il voto del 7 giugno neppure una riga è destinata al processo di pace in corso con il Partito dei lavoratori del Kurdistan (Pkk). Lapsus freudiano?

ANKARA (askanews) - Nelle 350 pagine del manifesto elettorale del partito di governo turco per il voto del 7 giugno neppure una riga è destinata al processo di pace in corso con il Partito dei lavoratori del Kurdistan (Pkk). «Una svista di stampa», ha cercato di giustificarsi, senza convincere nessuno, il primo ministro turco Ahmet Davutoglu che, a sua volta, non ha proferito verbo sulla questione nel suo lungo discorso di presentazione del manifesto.

Vertici turchi: una svista
Il processo di pace con il Pkk, dopo decenni di conflitto, è stato uno dei capisaldi della politica dell'Akp, il partito della Giustizia e del Progresso di Recep Tayyip Erdogan, al potere da 12 anni in Turchia. Il primo ministro ha insistito che l'omissione non ha alcun significato e che alcune pagine sono sfuggite alla stampa a causa di un problema di formattazione digitale. «Abbiamo notato che alcune pagine sono andate perse quando il manifesto è stato mandato in stampa: una o due pagine», ha detto Davutoglu assicurando poi che quelle pagine «sarebbero state riaggiunte e il manifesto ristampato». Le affermazioni di Davutoglu hanno suscitato ilarità sui social media con commenti ironici e pungenti, del genere: «Se non siete capaci ad usare una stampante come pensate di poter governare il Paese?», scrive qualcuno su Twitter. Qualcun altro esclama: «Non pensavo che Davutoglu avesse un simile senso dell'umore!».

Un processo di pace incagliato
Peraltro l'Akp vorrebbe riuscire a conquistare voti fra i curdi alle elezioni del 7 giugno così da raggiungere una maggioranza tale che gli consenta di modificare la Costituzione e rafforzare i poteri del presidente Erdogan. Il processo di pace negli ultimi mesi si è incagliato su una serie di divergenze su come procedere, in particolare sulla questione del disarmo dei ribelli del Pkk, se questo debba avvenire prima o in seguito ad un accordo.