1 agosto 2021
Aggiornato 17:00
Crisi ucraina

La guerra contro Putin affidata ai droni?

Secondo fonti anonime dell'esercito americano, gli Stati uniti sono pronti a fornire «missili anti-blindati, radar anti-artiglieria, droni leggeri, radio criptate, informazioni di intelligence, munizioni e altro tipo di equipaggiamenti» a Kiev. Con l'escalation che ne deriverebbe però, non è da escludere che Washington schieri sul campo i suoi famigerati Unmanned combat aerial vehicle (Ucav)

WASHINGTON - «La possibilità (di inviare all'esercito ucraino, ndr) armi letali difensive è una delle opzioni che è stata esaminata», ha detto il presidente degli Usa, Barack Obama al termine del suo incontro con la cancelliera tedesca, Angela Merkel, aggiungendo che «la decisione non è stata ancora presa». Secondo fonti anonime dell'esercito americano, gli Stati uniti sono pronti a fornire «missili anti-blindati, radar anti-artiglieria, droni leggeri, radio criptate, informazioni di intelligence, munizioni e altro tipo di equipaggiamenti».

KIEV VUOLE MISSILI ANTI-CARRO - Da parte sua Kiev ha fatto più volte pressione per ricevere missili anticarro, che considerano essenziali per poter respingere gli attacchi delle forze filorusse, che dispongono a detta degli ucraini di veicoli blindati e carri armati. Gli Usa potrebbero consegnare due tipi di missili: gli At4 (sparati da bazooka da spalla), principale arma portatile degli americani, capace di colpire un veicolo a una distanza di 300 metri in un secondo, oppure i missili Javelin Fgm 148, che ha una gittata di 2.500 metri e può abbattere un elicottero. Si tratta di un'arma più pesante e il suo utilizzo necessita l'impiego di due persone. Le armi anti-blindati possono colpire l'obiettivo con l'aiuto di un Gps, di un radar o di un raggio infrarosso e non richiedono al suo utilizzatore di essere davanti all'obiettivo da colpire. Gli alti ufficiali americani ritengono che i soldati di Kiev necessitano di radar anti-artiglieria per neutralizzare gli obici dei filorussi, proteggere le truppe e rispondere efficacemente ai colpi d'artiglieria e al lancio di razzi. Washington ha già consegnato dei radar che tracciano la traiettoria dei mortai ed hanno dimostrato la loro efficacia, secondo alcuni funzionari.

DAI DRONI LEGGERI A QUELLI LETALI? - L'altro sistema d'arma che potrebbe arrivare dagli Usa sono i droni, già ampiamente utilizzati per scopi di ricognizione e puntamento su entrambe le line del fronte. Per ora le fonti americane parlano di impiegare piccoli droni da ricognizione. Tra questi potrebbero essere scelti gli ScanEagle, che misurano meno di un metro di lunghezza e sono lanciati con l'aiuto di una catapulta, oppure i Raven, più piccoli, che si lanciano in aria come un aereo giocattolo. Ma con l'inasprimento del conflitto che deriverebbe dalla decisione degli Usa di inviare armi all'esercito ucraino, non è da escludere che Washington schieri sul campo i suoi famigerati Unmanned combat aerial vehicle (Ucav), come gli  Mq-1 Predator, Mq-9 Reaper, ed Elbit Hermes 450. Questi sono l'arma preferita dell'esercito a stelle e strisce, in quei teatri di guerra dove è preferibile non avere truppe americane sul campo, o come supporto alle operazioni «anti-terrorismo». Dal 2009, anno in cui Obama è stato eletto presidente, l'esercito americano ha ucciso 2mila 464 persone (di cui almeno 314 civili) utilizzando i droni, secondo i dati del Bureau of Investigation Journalism. Ultimamente Ucav americani sono stati impiegati in Iraq, Afghanistan, Pakistan Yemen e Somalia.