23 settembre 2019
Aggiornato 09:00
Atene in difesa di Mosca boccia le nuove sanzioni

Putin-Tsipras: i primi passi di un'alleanza?

A pochi giorni dalla sua elezione, Alexis Tsipras mantiene la sua promessa di rivoluzione, ma lo fa nelle relazioni internazionali. Il Governo greco si oppone alle nuove restrizioni dell'Ue alla Russia di Putin, turbando gli equilibri internazionali. Intanto la Russia si dice disponibile ad elargire aiuti economici al Paese europeao.

ROMA«È stata scelta la strada del dialogo» con Mosca, ha affermato giovedì a Bruxelles il ministro degli Esteri greco Nikos Kotzias . E così la Grecia fa traballare gli equilibri delle relazioni internazionali, spezzando una lancia a favore della Russia di Putin. Si parla già di coalizioni e alleanze tra i due Paesi all'indomani delle elezioni del neo primo ministro greco Alexis Tsipras.

LE PAURE DI KIEV - Il leader di Syriza ha dimostrato da subito la sua contrarietà al pugno duro che l'Unione europea sta adoperando nei confronti della Russia e a subirne i diretti contraccolpi è il l'Ucraina, Paese offeso dalla potenza vicina. Chris Dunnett dell’Ukraine Crisis Media Center spiega che c'è molto da temere per il Paese dall'elezione di Tsipras:«Questa volta la minaccia arriva da Sud-Ovest», e, continua, la vittoria dell'attuale primo ministro potrebbe addirittura rivelarsi «l’avvenimento recente più sfavorevole per l’integrità territoriale e la stabilità dell’Ucraina».

RELAZIONI SINISTRE - Come scrive Il Sole 24 Ore, per l'Ucraina di Poroshenko, «le relazioni più inquietanti sono quelle tra il nuovo ministro greco degli Esteri Nikos Kotzias e personaggi come Aleksandr Dugin, l’ideologo ultranazionalista considerato l’eminenza grigia di Putin, così come la sintonia tra il Cremlino e l’alleato di estrema destra scelto da Alexis Tsipras, i Greci indipendenti di Panos Kammenos». Va ricordato, inoltre, che lo stesso leader di Syriza, a Mosca nel 2014, in occasione della campagna per la Presidente dalla Commissione Ue, si proclamò favorevole all'annessione della Crimea e, riferendosi alla governo ucraino, affermava che  si trattava di «una regressione per noi vedere fascisti e neonazisti fare ingresso nei governi europei ed essere accettati nella Ue».

IL SUPPORTO DI PUTIN ALLA GRECIA - La Russia si dice disponibile a supportare finanziariamente la Grecia. A dichiararlo è Anton Siluanov, il ministro delle Finanze di Putin che in un'intervista rilasciata Cnbc sostiene che la il Paese europeo non ha ancora avanzato alcuna richiesta, ma qualora lo facesse «lo prenderemmo sicuramente in considerazione». Parole importanti, quelle del ministro russo, che avvalorano la tesi di un progressivo e sempre più concreto avvicinamento tra i due Paesi. Le affermazioni di Siluanov arrivano, infatti, a pochi giorni da quelle del neo primo ministro greco, Alexis Tsipras, che si è detto fortemente contrariato dall'ipotesi di nuove azioni restrittive da parte dell'Unione europea alla Russia. Arriva proprio ieri, invece, da Bruxelles la proroga di sei mesi delle sanzioni al Paese di Putin.

IL GRECO CHE NON TEME BRUXELLES - Sembra sprezzante dell'occhio bieco di Bruxelles, Alexis Tsipras, nonostante la condizione particolarmente precaria della Grecia dal punto di vista finanziario e le scadenze cui il Paese è chiamato a rispondere nei mesi che verranno. Una politica estera 'vivace', quella del momento, dalla quale ci si aspetta sviluppi importanti e determinanti in merito, in particolare, alla tensione nell'Ucraina dell'Est.

SCHULTZ OTTIMISTA - Intanto ad Atene arriva il presidente dell'Europarlamento, Martin SChultz che si è detto ottimista rispetto all'incontro con il primo ministro greco, ruotato attorno alle tematiche di riduzione del debito e estensione del programma di aiuti Ue-Fmi. «Raramente da quando sono in carica ho avvertito di avere avuto colloqui costruttivi e aperti – ha confessato Shulz ai giornalisti –. Lo dico molto chiaramente: nel dibattito pubblico in Europa, c'è il timore ma anche l'impressione che Tsipras voglia agire unilateralmente. Ma io ho visto che il governo Tsipras non vuole agire da solo, vuole fare delle proposte e vuole che queste proposte siano discusse con i partner. Penso che sia un messaggio molto positivo». E spiega, ancora, il numero uno dell'Europarlamento: «Stiamo negoziando con i nostri partner europei per assicurare di trovare una soluzione reciprocamente accettabile».

LA MANNA PER PUTIN - Per Putin, dunque, Syriza al potere in Grecia è la manna dal cielo in un momento di impasse come quello che sta vivendo, stretto nella morsa delle sanzioni europee e minacciato dall'incombere di una dura crisi economica. Da parte sua, Tsipras è ora alla guida di un Paese tutt'altro che stabile, sull'orlo del precipizio eppure forse sul punto di giocarsi il tutto per tutto, trasformando la Russia nell'ultima chance: il rapporto con Putin preoccupa, infatti, Unione europea e Stati Uniti e si sa che la paura fa brutti scherzi. Magari è il bluff greco per spingere l'Ue a cambiare la sua politica economica nei confronti della Grecia. Magari è il regalino d'ingresso di Tsipras tra i leader d'Europa.