16 febbraio 2019
Aggiornato 03:30
Argentina | Il caso

L'arma che ha ucciso Nisman era distante dalla testa

Il governo argentino sostiene che dietro all'intricata vicenda vi siano servizi deviati e, in particolare, un ex agente dell'intelligence, Antonio Stiusso: questi, dopo aver fornito informazioni false a Nisman, avrebbe atteso che il procuratore puntasse il dito contro la presidente Cristina Kirchner.

BUENOS AIRES - La perizia balistica della polizia federale argentina ha stabilito che il proiettile che ha ucciso il procuratore Alberto Nisman è stato sparato da un'arma a 15-20 centimetri di distanza dalla testa. Un elemento che, se non esclude, certamente rende meno realistica l'ipotesi del suicidio - riporta il sito del Clarin - tanto più se associata al mancato ritrovamento di tracce di polvere da sparo sulle mani della vittima.
Intanto il mistero sulla morte del giudice che indagava sull'attentato al centro ebraico di Buenos Aires del 1994 e costato la vita ad 85 persone continua ad infittirsi.
Il governo argentino sostiene che dietro all'intricata vicenda vi siano servizi deviati e, in particolare, un ex agente dell'intelligence, Antonio Stiusso: questi, dopo aver fornito informazioni false a Nisman, avrebbe atteso che il procuratore puntasse il dito contro la presidente Cristina Kirchner, accusandola di aver tentato di sviare le indagini sull'attentato per proteggere l'Iran.

FINTO SUICIDIO - Quindi sarebbe intervenuto con un «finto suicidio» del giudice, che avrebbe automaticamente fatto ricadere i sospetti sulla presidente. Che si sia trattato di una macchinazione - prosegue sempre la tesi del governo, riportata dal New York Times - è facilmente dimostrabile dal fatto che il dossier assemblato da Nisman - ritrovato dalla polizia sulla sua scrivania e poi pubblicato postumo - fosse pieno zeppo di errori «legali» che il procuratore non avrebbe mai potuto compiere.
Kirchner aveva preso pubblicamente posizione sulla vicenda solo giovedì, affermando che «la vera operazione contro il governo non era la denuncia di Nisman, che non stava in piedi, ma la morte del procuratore».

VICENDA IMBARAZZANTE - Nisman è stato trovato morto nel suo appartamento domenica scorsa, il giorno prima di un'udienza a porte chiuse in parlamento in cui avrebbe dovuto illustrare il suo atto d'accusa contro Kirchner e il suo ministro degli Esteri Hector Timerman, colpevoli secondo lui di aver protetto i colpevoli iraniani della strage al centro ebraico per non metter a rischio i rapporti commerciali con Teheran.
Le affermazioni della titolare dell'inchiesta sul presunto omicidio, Viviana Fein, che in conferenza stampa aveva osservato come «purtroppo» le analisi sui residui di polvere da sparo siano risultati negativi, non avevano aiutato l'esecutivo, accusato di volere a tutti i costi archiviare rapidamente una vicenda imbarazzante.