26 giugno 2019
Aggiornato 11:30
Il presidente della commissione respinge le accuse di Renzi e Cameron

Juncker: «Non sono il capobanda di Bruxelles»

Il presidente della Commissione europea, Jean Claude Juncker, rimprovera il presidente del Consiglio italiano, Matteo Renzi, che, insieme a David Cameron, dichiarava la volontà dell'Italia di non tener fede ai diktat economici di Bruxelles.

BRUXELLES - Il presidente della Commissione europea, Jean Claude Juncker, rimprovera il presidente del Consiglio italiano, Matteo Renzi, a seguito delle dichiarazioni del il premier riguardo la volontà dell'Italia di non tener fede ai diktat economici di Bruxelles. Le parole di Renzi erano arrivate insieme a quelle del primo ministro inglese, David Cameron, che attaccava il «conto totalmente ingiustificato» recapitato alla Gran Bretagna dall'Unione europea.  

RENZI INACCETTABILE - Il capogruppo del Ppe al Parlamento europeo, Manfred Weber, pone una domanda al presidente di Commissione in merito alle parole di Renzi a margine dell'ultimo Consiglio europeo: «Vorrei sapere da lei, presidente Juncker, cosa pensa del premier italiano che non vuole farsi dettare la linea dai tecnocrati di Bruxelles». Tali parole, seguite al commento dello stesso Weber che definiva ​«inaccettabile» la posizione assunta da Renzi, hanno generato il putiferio.

NON SONO IL CAPO DI UNA GANG - Il presidente della Commissione, in risposta al capogruppo del Ppe, afferma: «A Renzi dico che non sono il capo di una banda di burocrati: sono il presidente della Commissione Ue, istituzione che merita rispetto, non meno legittimata dei Governi». E continua, ancora, il presidente Juncker: «Sono sempre stato convinto che i Consigli europei servano per risolvere i problemi, non per crearli. Personalmente prendo sempre appunti durante le riunioni, poi sento le dichiarazioni che vengono fatte fuori e spesso i due testi non coincidono». 

PITTELLA: RENZI SEMPRE LEALE - A rispondere al capogruppo Ppe Weber è anche Gianni Pittella, presidente del gruppo dei socialisti e dei democratici, che ha affermato: «Quelle che valgono sono le decisioni finali, non le espressioni che si usano. Il Governo italiano ha avuto un comportamento irreprensibile. E non accetto che si mettano in discussione le posizioni assunte dal Governo Renzi in Europa, sempre leali, chiare e costruttive».