13 novembre 2019
Aggiornato 23:00
Ue minaccia la Serbia

La Ue alla Serbia: Se vedi Putin rischi l'Europa

Il leader russo, Vladimir Putin, giovedì sarà a Belgrado, ospite di una parata militare per l'anniversario della liberazione del paese dalle truppe nazifasciste. L'arrivo del presidente russo irrita Bruxelles: «Belgrado ribadisca l'impegno pro-europeo durante la visita di Putin«.

ROMA - Il leader russo Vladimir Putin giovedì arriverà in Serbia, per una visita ad altissimo valore simbolico, ospite d'onore alla parata militare per il 70esimo anniversario della liberazione dalle truppe nazifasciste, che gli Usa - secondo voci puntualmente smentite dal governo - avrebbero cercato di far cancellare. Era dal 1985 che non si organizzava a Belgrado una sfilata militare. Putin, benvisto in Serbia e sostenuto tra la popolazione, terrà un discorso dalla tribuna d'onore, poi, volerà a Milano per il vertice Asem.

LA SERBIA TRA DUE FUOCHI - Il paese dei Balcani si trova sul filo di un rasoio per l'arrivo del leader russo: essendo candidato ad entrare nell'Ue, la visita del presidente di Putin preoccupa l'Unione Europea che non manca di sottolinearlo. «Quando abbiamo deciso di negoziare con l'Unione europea, non abbiamo parlato di sanzioni contro la Russia», ha ribadito il presidente Tomislav Nikolic pochi giorni fa, nel mezzo delle polemiche scoppiate da voci di un invito inoltrato anche a Barack Obama per la parata militare, poi smentito.

GLI IMPEGNI DI BELGRADO - Putin è atteso dopodomani a Belgrado per prendere parte alle cerimonie, tra le quali una parata militare. La Serbia si ritrova in una posizione fragile come candidato all'adesione all'Ue e contemporaneamente paese legato alla Russia da una lunga tradizione di solidarietà. Il portavoce di Catherine Ashton - ministro degli Esteri uscente dell'Ue - Kojincancic ha affermato oggi che l'Ue «prende atto della programmata visita del presidente Putin in Serbia», ma sottolinea che «la Serbia, come tutti i paesi candidati... Ha preso impegni di convergenza...anche sulle misure restrittive». Il riferimento è alle sanzioni che l'Ue ha imposto nei confronti della Russia per il suo ruolo nel conflitto ucraino.

LA PROVA DELLA SERBIA - Bruxelles attende quindi una presa di posizione decisa da parte della Serbia, almeno che «confermi la direzione pro-Ue sia confermata anche durante la visita» di Putin, ha detto ancora la portavoce a Bruxelles. Per Belgrado potrebbe essere una prova difficile da affrontare. Il presidente serbo Tomislav Nikolic, in una recente intervista, ha detto che «quando si è deciso di negoziare con l'Ue, non si è parlato di sanzioni nei confronti della Russia». La Serbia, oggi candidata all'Ue, ha avuto la Russia come unico alleato rilevante durante i lunghi anni dell'isolamento seguiti ai conflitti jugoslavi. Mosca non ha riconosciuto il Kosovo, quando questi ha proclamato unilateralmente l'indipendenza. Inoltre Mosca ha prestato nel 2013 630 milioni di euro a Belgrado e quest'anno altri 395 milioni di euro.