31 maggio 2020
Aggiornato 07:00
Medio Oriente

La guerra civile in Siria minaccia l'intera regione

E' quanto ha dichiarato oggi la Commissione internazionale d'inchiesta sulla Siria, presentando l'ultimo aggiornamento al Consiglio dei diritti umani dell'Onu a Ginevra (Unhrc).

GINEVRA - La guerra civile in Siria ha raggiunto «un punto critico e minaccia ormai l'intera regione»: è quanto ha dichiarato oggi la Commissione internazionale d'inchiesta sulla Siria, presentando l'ultimo aggiornamento al Consiglio dei diritti umani dell'Onu a Ginevra (Unhrc).
«C'è una escalation della violenza senza precedenti in Siria», ha affermato Paulo Sergio Pinheiro, il suo presidente, aggiungendo che una tale violenza costituisce una minaccia per l'intera regione.
La Commissione, che è composta oltre che dal brasiliano Pinheiro, da Karen AbuZayd (Usa), Carla del Ponte (Svizzera) e Vitit Muntarbhorn (Thailandia), ha avuto mandato dall'Unhrc di indagare e registrare le violazioni del diritto internazionale in merito ai diritti dell'uomo in Siria. Creata tre anni fa, pubblica da allora rapporti e aggiornamenti sulla situazione in Siria. L'aggiornamento odierno riguarda il periodo dal 15 marzo al 15 giugno.

SOFFERENZE INIMMAGINABILI - «Le indagini hanno rafforzato la tesi secondo la quale la principale causa delle perdite civili, degli spostamenti massicci di popolazione, è costituita dagli attacchi deliberati e indiscriminati ai civili e l'imposizione di assedi e di blocchi», afferma il rapporto. La Commissione, sulla base di oltre 3.000 interviste, riferisce di «massicci crimini di guerra e contro l'umanità».
La Commissione ha lanciato anche un avvertimento contro le conseguenze del conflitto che dura da 3 anni. «Più il conflitto continua, più grande è il rischio che le sofferenze di milioni di persone siano occultate dalle statistiche», ha affermato Pinheiro che ha aggiunto: «Dietro ai 9,3 milioni di persone che necessitano di aiuti umanitari d'urgenza, ci sono delle storie individuali di sofferenze inimmaginabili».

AL JAZEERA: OLTRE 60 MORTI AD ALEPPO - Sarebbero almeno 60 le vittime dei bombardamenti di ieri con barili esplosivi ad Aleppo, secondo quanto riportato oggi dal sito online di Al Jazeera. Fra le vittime vi sarebbero anche numerosi bambini. Decine i feriti.
La strage è avvenuta in un mercato popolare nel distretto al Sukari, in mano ai ribelli. I barili esplosivi sono stati lanciati dagli elicotteri delle forze armate fedeli al presidente siriano Bashar al Assad. Secondo quanto riferito da esponenti dell'opposizione, la piazza era gremita di gente in attesa delle distribuzione di viveri e beni di prima necessità.
Un primo barile esplosivo avrebbero colpito la piazza, seguito da un secondo a pochi minuti di distanza, che ha ucciso anche molte persone giunte in soccorso delle prime vittime.

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