15 novembre 2019
Aggiornato 22:00
Il caso Datagate

Assange: «Snowden è un eroe»

Edward Snowden è «un eroe», che ha esposto «uno dei più seri eventi del decennio, lo sviluppo strisciante di uno Stato di sorveglianza di massa». A dirlo è stato Julian Assange, il giornalista australiano che ha fondato Wikileaks

NEW YORK - Edward Snowden è «un eroe», che ha esposto «uno dei più seri eventi del decennio, lo sviluppo strisciante di uno Stato di sorveglianza di massa». A dirlo è stato Julian Assange, il giornalista australiano che ha fondato Wikileaks.
Il problema degli abusi degli Stati e delle aziende in termini di controllo sui cittadini «è stato qualcosa su cui io e molti altri giornalisti e difensori delle libertà abbiamo portato avanti una campagna per molto tempo. E' bello vedere delle prove così concrete e chiare presentate al pubblico» ha detto Assange a Sky News. (segue)

L'ATTACCO AD OBAMA - Poi, Julian Assange sferra l’attacco all’amministrazione di Barack Obama, da giorni nella bufera per lo scandalo Datagate: «George W. Bush dava semplicemente l'ordine di raccogliere i dati. Obama ha fatto la stessa cosa, «legalmente». Ma lo ha fatto contaminando tutto il sistema: leggi, corti, politiche». Il nemico numero uno delle cancellerie internazionali ha poi auspicato: «Gli altri Paesi, che hanno a cuore le libertà individuali, sostengano Edward Snowden e gli offrano asilo presso le loro ambasciate». Per il giovane «delatore» dell’Intelligence americana, gli Stati Uniti hanno infatti fatto richiesta di estradizione a Hong Kong, dove si trova in esilio volontario. Esilio che ha già avuto un costo molto alto per Snowden: la fuga nella ricca città della Cina meridionale (per evitare l’arresto nello Stato Usa dove risiede, le Hawaii) ha mandato all’aria i propositi di matrimonio con la ballerina Lindsay Mills, che sul suo blog ha commentato con amarezza: «Il mio mondo si è aperto e chiuso tutto in una sola volta». Un sacrificio enorme per il novello paladino delle libertà individuali.