16 ottobre 2019
Aggiornato 06:30
La polemica

Merkel, lo scandalo Datagate e l'accordo di libero scambio

La Cancelliera tedesca a parole se la prende con l'alleato americano: «Lo spionaggio Usa ai danni di un paese alleato è inaccettabile» ma nei fatti procede con l'accordo di libero scambio: «In quanto paese esportatore noi avremo molti benefici da questo accordo, quanto gli americani, se non qualcosa di più».

BERLINO - «Lo spionaggio Usa ai danni di un paese alleato è inaccettabile, ma non ci sono alternative a un rapporto di partnership con Washington». E' quanto ha detto il cancelliere tedesco Angela Merkel in un'intervista rilasciata alla Zdf che andrà in onda domani, anticipata oggi dal Wall Street Journal.

Il governo di Berlino ha espulso nei giorni scorsi il capo della Cia in Germania dopo la scoperta di due presunte spie tedesche che operavano per conto di Washington. «Vogliamo una cooperazione basata su un rapporto di partnership», ha detto Merkel, sottolineando però di non essere certa che Washington cambi la propria politica di intelligence a fronte dello scandalo emerso nelle ultime settimane. «Non posso prevederlo, ma naturalmente spero che qualcosa cambi», ha dichiarato il cancelliere.

Alla domanda se la vicenda possa avere ripercussioni sul negoziato tra Stati uniti ed Europa sul Trattato di libero scambio, come chiesto da alcuni parlamentari, Merkel ha risposto: «Non credo, devo dirlo molto sinceramente. Abbiamo idee diverse riguardo all'intelligence. Ma altre questioni politiche, come l'accordo di libero scambio, sono assolutamente di nostro interesse. In quanto paese esportatore noi avremo molti benefici da questo accordo, quanto gli americani, se non qualcosa di più».

Washington offrì un accordo ma la Merkel disse no
L'ambasciatore degli Stati Uniti in Germania, John Emerson, ha provato nei giorni scorsi a scongiurare lo scontro diplomatico tra Washington e Berlino sull'attività di spionaggio Usa offrendo alla controparte un accordo di condivisione delle notizie di intelligence simile a quello stipulato dagli Stati Uniti con altri paesi. Un tentativo che - riferisce oggi Bloomberg - aveva il duplice obiettivo di placare la cancelliera Angela Merkel e impedire l'espulsione del capo della Cia in Germania e che si è concluso in un sostanziale fallimento.

Emerson si è recato al ministero tedesco degli Affari esteri il 9 luglio scorso con una bozza di accordo autorizzata da Washington. Una missione sostenuta a distanza dal direttore della Cia, John Brennan, che nelle stesse ore avrebbe contattato il suo omologo di Berlino offrendosi di recarsi in Germania per risolvere personalmente la questione. Una proposta, hanno riferito fonti diplomatiche tedesche, che però sarebbe stata giudicata insufficiente e tardiva al punto da non meritare neppure una risposta.