19 novembre 2019
Aggiornato 06:30
La crisi siriana

Aleppo, non si ferma l'offensiva dell'esercito siriano

La seconda città della Siria dove i ribelli asserragliati in vari quartieri provano a resistere alla massiccia offensiva scatenata dall'esercito regolare. Esercito siriano spara, due morti alla frontiera giordana. Scontri tra esercito e ribelli vicino alla frontiera turca. Almeno 12mila i siriani rifugiati in Algeria. Presenza Pkk al confine, la Turchia prenderà le misure necessarie

ALEPPO - Violenti combattimenti sono ripresi oggi ad Aleppo, la seconda città della Siria dove i ribelli asserragliati in vari quartieri provano a resistere alla massiccia offensiva scatenata dall'esercito regolare. Lo hanno segnalato i militanti.
Almeno quattro persone sono state uccise oggi secondo un primo bilancio dell'Osservatorio siriano dei diritti umani (Osdh), all'indomani di una giornata di violenze che ha provocato 168 morti - 94 civili, 33 ribelli e 41 soldati - secondo questa ong.
«Violenti combattimenti sono avvenuti questa mattina, in particolare nei quartieri di Bab al-Jadid, Zahraa e Arkuba», ha indicato l'Osdh, che ha chiarito che «esplosioni sono state avvertite mentre l'aviazione sorvolava» questa città situata 355 chilometri a nord di Damasco.
I ribelli, secondo un corrispondente della France Presse, sono riusciti a contrastare i primi attacchi dell'esercito contro il quartiere di Salaheddin, roccaforte degli oppositori e principale obiettivo dell'offensiva dei militari. Stanno cercando di impadronirsi di un commissariato del quartiere di Salhine, situato in un crocevia strategico e la cui presa permetterebbe loro di collegare Salaheddin al quartiere Sahour. L'esercito non è riuscito ad avanzare e ha perso il giorno prima alcuni tank, sempre secondo i ribelli.

Esercito siriano spara, due morti alla frontiera giordana - L'esercito di Damasco ha ucciso due uomini che cercavano di arrivare nella vicina Giordania, che oggi ha aperto ufficialmente il suo primo campo per ospitare i rifugiati siriani. Lo ha denunciato un'organizzazione di Amman.
«Almeno due uomini sono stati uccisi questa mattina mentre provavano a varcare la frontiera del regno. Stiamo cercando di identificare le loro nazionalità perchè non si tratta di siriani», ha affermato Zayed Hammad, presidente dell'associazione benefica islamica Kitab wal Sunna, che sta aiutando gli oltre 50mila rifugiati siriani in Giordania.
«L'esercito siriano tende imboscate a tutti quelli che provano a fuggire dalla Giordania», ha aggiunto, affermando che circa 5mila siriani hanno trovato rifugio nel Paese negli ultimi tre giorni. Quasi contemporaneamente a Mafraq, nei pressi della frontiera siriana, i ministri giordani degli Esteri, Nasser Jawdeh, e degli Interni, Ghaleb Zoubi, inauguravano il campo di Zaatari, in grado di ospitare fino a 120mila rifugiati.

Scontri tra esercito e ribelli vicino alla frontiera turca - Scontri tra esercito siriano e combattenti ribelli sono scoppiati in vari settori della provincia di Idleb, nei pressi della frontiera turca. Lo ha riportato l'agenzia di stampa ufficiale Sana.
Le forze di sicurezza devono fronteggiare gruppi terroristici armati nei villaggi di Bline, Bilone e Kafrouma, nella provincia di Idleb e «hanno inflitto loro grosse perdite», ha indicato l'agenzia. Aggiungendo che «sono state sequestrate vetture attrezzate con mitra o armi».

Giordania apre primo campo ufficiale per rifugiati - La Giordania ha aperto oggi il primo campo profughi ufficiale, per facilitare l'accoglienza di decine di migliaia di persone in fuga dalle violenze nella vicina Siria.
«Facciamo il nostro possibile per garantire la sicurezza ai rifugiati cercando contemporaneamente una soluzione politica per mettere fine al bagno di sangue in Siria», ha dichiarato il ministro degli Esteri Nasser Jawdeh, che inaugurava con il ministro degli Interni Ghaleb Zoubi il campo di Zaatari.
Questo campo che si trova a Mafraq, vicino alla frontiera con la Siria, può ospitare fino a 120mila rifugiati; secondo Jawdeh, sono tra i mille e i duemila i siriani che arrivano ogni giorno in Giordania.

Almeno 12mila i siriani rifugiati in Algeria - Più di 12mila siriani in fuga dalle violenze in Algeria si sono rifugiati da un mese a questa parte in Algeria. Lo hanno riferito fonti vicine al ministero degli Interni di Algeri.
Le autorità hanno deciso di «prendere in consegna i siriani che hanno trovato rifugio in Algeria, il cui numero è ufficialmente stimato in 12mila», ha indicato questa fonte. Un afflusso che si spiega in un accordo bilaterale tra Algeria e Siria che facilita lo spostamento dei siriani da e per l'Algeria, in particolare attraverso la revoca sull'obbligo dei visti tra i due Paesi.
Algeri sta valutando di stabilire provvisoriamente questi siriani che hanno trovato riparo a piazza Port-Said e a piazza dei Martiri, nel centro di Algeri, a Bab Ezzouar, periferia nell'est della capitale, e negli edifici scolastici vuoti a causa di vacanze estive.
Sono inoltre presenti in altre città algerine, secondo fonti dell'opposizione siriana presenti in Algeria. Secondo queste fonti, sono tra i 18mila e i 20mila, mentre altri quotidiani parlando di 23mila siriani rifugiati.

Presenza Pkk al confine, la Turchia prenderà le misure necessarie - La Turchia prenderà «tutte le misure» per impedire l'allestimento di «strutture terroristiche» nelle zone della Siria che confinano con il suo territorio. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri di Ankara, Ahmet Davutoglu. La Turchia accusa infatti il regime di Damasco di chiudere gli occhi sulla presenza di basi separatiste curde del Pkk.
«Non permetteremo l'allestimento di strutture terroristiche nei pressi della nostra frontiera», ha affermato Davutoglu, in un'intervista all'emittente televisiva Kanal 7. «Poco importa che si tratti di al Qaida o del Pkk, la considereremo come una questione di sicurezza nazionale e ci riserveremo di prendere tutte le misure».