26 settembre 2020
Aggiornato 09:30
La crisi siriana

Siria, diluvio di fuoco su Aleppo. Abitanti terrorizzati

Bombardata da terra e bersaglio del fuoco degli elicotteri delle forze fedeli al presidente Bashar al Assad, che stanno tentando di stanare i ribelli che occupano la seconda città della Siria, traguardo cruciale del conflitto. Ma secondo le ONG le forze del regime non riescono ad avanzare. Ex Generale siriano: L'esercito di Assad sull'orlo del crollo logistico

ALEPPO - Un diluvio di fuoco si è abbattuto oggi su Aleppo, bombardata da terra e bersaglio del fuoco degli elicotteri delle forze fedeli al presidente Bashar al Assad, che stanno tentando di stanare i ribelli che occupano la seconda città della Siria, traguardo cruciale del conflitto.
Secondo un corrispondente della France Presse sul posto, i ribelli sono riusciti a respingere le prime offensive dell'esercito contro il quartiere Salaheddin; gli insorti sostengono che le forze del regime non sono riuscite a sfondare e che hanno perduto alcuni carri armati. I bombardamenti sono iniziati all'alba su questo quartiere a sud ovest di Aleppo, circondato ormai da giorni, e proseguono con la stessa intensità anche nel pomeriggio. Diversi elicotteri sganciano ordigni e mitragliano il quartiere dove l'artiglieria e i carri sono in azione.

Salaheddin «conta il maggior numero dei ribelli», ha spiegato all'Afp Rami Abdel Rahmane, presidente dell'Ossservatorio siriano dei diritti dell'Uomo (OSDH). Secondo le sue informazioni, l'esercito regolare, pur avendo inviato rinforzi negli ultimi giorni attorno ad Aleppo, «non ha fatto alcun progresso da questa mattina e ha persino perduto cinque carri». «Si tratta degli scontri più violenti dall'inizio della rivolta» nel marzo 2011, ha sottolineato l'ong, con sede in Gran Bretagna. Almeno 29 persone - dieci soldati, otto ribelli e undici civili - sono state uccise dall'inizio dell'offensiva contro Aleppo. «Migliaia di persone sono in fuga dai bombardamenti, terrorizzate dagli elicotteri che volano a quota bassissima», ha spiegato un portavoce della rete di militanti da Aleppo raggiunto via Skype. «La maggior parte della gente cerca rifugio nelle scuole, ma non possono più uscire dalla città».

Ex Generale siriano: L'esercito di Assad sull'orlo del crollo logistico - L'esercito di Bashar al-Assad è sull'orlo del crollo logistico, perché manca di combustibile e di cibo e non riesce a rifornire le proprie truppe: lo ha dichiarato il generale siriano Mohammad al-Zobi, passato due mesi fa tra le fila dei ribelli.
Come riporta il quotidiano britannico The Guardian, due gironi fa Al-Zobi ha di nuovo passato il confine per combattere contro l'esercito del regime, esercito che «può durare uno o due mesi al massimo», dopo dio che - conclude il generale - Assad «lascerà la Siria, andrà in Russia o forse in Iran».
Pessimista sul futuro delle truppe regolari si era detto anche il comandante della missione di osservazione dell'Onu, generale Robert Mood: «E' solo questione di tempo prima che un esercito che usa una violenza così sproporzionata contro la popolazione civile cada, ogni volta che in un villaggio ci sono 15 morti si mobilitano 500 simpatizzanti, di cui un centinaio combattenti».