26 ottobre 2021
Aggiornato 13:00
Domenica prossima la Spagna al voto

Spagna, ondata di matrimoni gay per timore della vittoria di Rajoy

Già in agosto si erano registrate 143 nozze gay rispetto alle 110 dello stesso mese del 2010. I Conservatori del PP potrebbero abrogare la legge voluta da Zapatero nel 2005, anche se sul tema il leader Rajoy è rimasto ambiguo

MADRID - Un'ondata di matrimoni omosessuali si è registrata in Spagna negli ultimi mesi, nel timore che la probabile vittoria dei conservatori del Partido Popular (Pp) nelle elezioni politiche di domenica possa portare a una revoca della legge in vigore approvata dal governo socialista di José Luis Zapatero nel 2005. Già in agosto si erano registrate 143 nozze gay rispetto alle 110 dello stesso mese del 2010, e nel mese di settembre, nelle grandi città come Madrid, Barcellona o Valencia, gli aumenti sono stati del 40% rispetto al mese precedente.

24.000 matrimoni dal 2005 - Nel 2005 infatti il Pp non solo aveva votato contro la legge che autorizzava i matrimoni omosessuali, ma aveva anche presentato ricorso presso la Corte Costituzionale, che dopo sei anni non ha ancora emesso alcun verdetto. All'epoca numerosi esponenti del Pp avevano partecipato alle manifestazioni di protesta organizzate dalla Chiesa spagnola e non pochi sindaci conservatori avevano lanciato un appello alla disobbedienza civile, rifiutandosi di celebrare i matrimoni gay. Nonostante ciò, dal 2005 in Spagna sono state celebrate oltre 24.000 nozze gay, circa il 2% del totale dei matrimoni fra eterosessuali.
Tanto che il mese scorso il sindaco di Jun, un paesino in provincia di Granada, ha lanciato dal suo account Twitter un'iniziativa per sposare «al volo» le coppie gay preoccupate dalla probabile vittoria elettorale dei populares.

Il candidato della destra Rajoy è restato ambiguo - Il leader e candidato premier del Pp, Mariano Rajoy, non ha adottato una posizione chiara: l'anno scorso aveva dichiarato di essere in disaccordo con il termine «matrimonio», lasciando capire di volerlo sostituire con un'unione civile; successivamente aveva affermato di voler attendere la sentenza della Corte e nel gennaio scorso aveva invece annunciato di voler modificare la legge. Un ritorno al modello di unione civile metterebbe in particolare a rischio anche le possibilità di adozione - peraltro, dati i criteri severissimi in vigore, più teorica che reale. «Se cambiano il nome al matrimonio dovranno fare una nuova norma, che sarà una legge-apartheid», ha messo in guardia Toni Poveda, presidente della Federazione lesbiche, gay, transessuali e bisessuali (Felgtb).
Durante la campagna elettorale Rajoy - accreditato dagli ultimi sondaggi di una vittoria con maggioranza assoluta - ha mantenuto un cauto silenzio sulla questione: sta di fatto che secondo i sondaggi i due terzi degli spagnoli sostengono i matrimoni gay, uno dei livelli più elevati in Europa. Durante il dibattito elettorale televisivo con il candidato premier Alfredo Perez Rubalcaba, lo scorso 7 novembre, Rajoy ha soltanto ricordato che all'epoca in cui Zapatero varò la legge sui matrimoni omosessuali, lui aveva detto che sarebbe stato d'accordo soltanto con l'ipotesi di unioni civili.