14 novembre 2019
Aggiornato 19:00
Autorizzata la Legge di sicurezza dello Stato

Cile, proteste degli studenti: 300 arresti in due giorni di sciopero

«Non abbiamo a che fare con dei bambini», ha commentato il portavoce del governo Andrès Chadwick

ROMA - Si è concluso con circa 300 arresti lo sciopero di due giorni proclamato dagli studenti cileni che da cinque mesi si battono per ottenere un'istruzione pubblica gratuita e di qualità. Lo riporta il sito del quotidiano spagnolo El Pais, secondo cui sono il risultato degli scontri durante la manifestazioni fra polizia e studenti nella capitale Santiago ma anche in numerose altre città del Paese. Lo sciopero è stato proclamato all'inizio del mese, dopo il fallimento del negoziato avviato con il governo. Le proteste studentesche sono le più gravi che ha vissuto il Cile dal ritorno alla democrazia nel 1990.

Ieri e il giorno precedente la polizia è intervenuta con lacrimogeni e cannoni ad acqua contro gli studenti che, armati di bombe molotov, hanno dato alle fiamme le barricate alzate intorno alle università e ai licei. Manifestanti con il volto coperto sono stati visti lanciare gli ordigni. Oltre alle barricate, è stato dato alle fiamme anche un autobus, cosa che ha portato il ministro dell'Interno, Rodrigo Hinzpeter, ad autorizzate la «Legge di sicurezza dello Stato», legge che risale alla dittatura, che prevede pene più gravi per delitti specifici.

«Non abbiamo a che fare con dei bambini», ha commentato il portavoce del governo Andrès Chadwick. La maggior parte delle persone arrestate sono state rilasciate: solo alcuni sono stati incriminati per avere attaccato i poliziotti. Alla manifestazione di ieri hanno preso parte almeno 25.000 persone, secondo la polizia, 200.000, secondo gli organizzatori.