24 febbraio 2021
Aggiornato 21:00
La Banca Mondiale riconosce il Cnt come governo legittimo

Libia, la nuova leadership divisa sul ruolo dell'Islam

E la Nato avverte: «Il paese può cadere in mano agli estremisti». Pechino: «Il Cnt ha riconosciuto i nostri accordi pregressi». Commissione Unione africana si riunirà domani a Pretoria. Tunisia, prosciolto l'ex capo dei servizi Gheddafi, Hamidi

TRIPOLI - Hanno appena liberato Tripoli «con un minimo spargimento di sangue». Muammar Gheddafi si nasconde e da luoghi sconosciuti incita ancora la folla alla resistenza. Ma i combattenti dell'opposizione, ormai, hanno quasi raggiunto l'obiettivo di liberare il paese. Restano solo le ultime due roccaforti del colonnello, Bani Walid e Sirte. Poi si potrà pensare al nuovo governo. E non sarà meno facile di adesso. Affioreranno i problemi che oggi, latenti, cominciano già a dividere la nuova leadership libica. In particolare sul ruolo dell'Islam. «Siamo moderati», ha avvertito ieri il presidente del Consiglio nazionale di transizione libico (Cnt), Mustafa Abdel Jalil. Ma non tutti sembrano essere d'accordo.

«L'Islam sarà la principale fonte di diritto» nella nuova Libia, ha spiegato il leader del Cnt nel suo primo discorso pubblico a Piazza dei Martiri a Tripoli, seguito da migliaia di connazionali. «Non accetteremo nessuna ideologia estremista, di destra o di sinistra. Siamo un popolo musulmano, islamici moderati, e resteremo su questa strada. Sarete con noi contro tutte le persone che cercheranno di cambiare la nostra rivoluzione», ha insistito Jalil rivolgendosi alla folla.

Ma i rischi che la nuova Libia possa finire nelle mani sbagliate sono reali. Ci sono ripetuti segnali che la leadership dei ribelli si sia già divisa su una serie di questioni, tra cui il futuro ruolo delle milizie islamiche che hanno contribuito in maniera determinante alla rivoluzione libica. E la grande rivalità tra le differenti brigate, per la maggior parte strutturate sulla base delle diverse etnie e tribù locali, rappresenta un motivo di grande preoccupazione oltre a riflettere divisioni che non sono solo militari ma politiche. Non è un caso che proprio il primo ministro del Cnt, Mahmoud Jibril, nelle ultime settimane, si sia impegnato molto a rafforzare la sua autorità al cospetto di potenti comandanti come Abdulhakim Belhadj, nuovo capo del Consiglio militare di Tripoli, con un passato da leader del Gruppo islamico di combattenti libici, ritenuto vicino ad al Qaida.

E così non sembra campato in aria l'allarme lanciato ieri dal segretario generale della Nato, Anders Fogh Rasmussen, sulla possibilità che la nuova Libia possa finire sotto il controllo di frange estremiste. In un'intervista concessa al Telegraph, Rasmussen ha spiegato che islamici radicali potrebbero «provare a sfruttare» l'attuale situazione di incertezza nel paese per guadagnare terreno sui moderati e assumere il controllo del paese orfano di Gheddafi. «La Libia corre il rischio di cadere nelle mani degli estremisti islamici se non sarà rapidamente formato un governo stabile», ha commentato il leader della Nato.

La Nato ignora se Gheddafi si trovi ancora nel Paese - La Nato non è in condizioni di stabilire se Muammar Gheddafi si trovi sempre in Libia o se abbia lasciato il Paese, come centinaia di ex esponenti del regime: lo ha affermato il portavoce militare dell'Alleanza, colonnello Roland Lavoie.
Il rais «non appare più in pubblico da tempo e non disponiamo si informazioni sicure sul luogo in cui si trova attualmente», ha spiegato il portavoce, sottolineando come la zona controllata dalle forze lealiste sia sempre più ridotta: combattimenti sono in corso nelle zone di Sirte e Bani Walid, ma lontano dai centri abitati e dunque al momento «la popolazione civile delle due città non corre rischi particolari».

La Banca Mondiale riconosce il Cnt come governo legittimo - La Banca Mondiale ha riconosciuto il Consiglio Nazionale di Transizione (Cnt) libico come legittimo governo del Paese, dicendosi pronta per assistere Tripoli nella ricostruzione e nel rilancio economico.
«Nel momento in cui la Libia inizia ad uscire dal conflitto, viene chiesto alla Banca Mondiale di condurre gli sforzi nei settori della spesa pubblica e della gestione finanziaria, della riparazione delle infrastrutture, della creazione del lavoro e della fornitura dei servizi pubblici», si legge in un comunicato dell'istituto che ah citato come partner l'Unione Europea, l'Onu e dei non meglio specificati «Paesi arabi».

Pechino: «Il Cnt ha riconosciuto i nostri accordi pregressi» - Il Consiglio nazionale di transizione libico (Cnt) ha confermato gli accordi pregressi tra la Cina e il regime del colonnello Muammar Gheddafi: lo ha confermato oggi Pechino, dopo avere riconosciuto ufficialmente l'autorità del Cnt.
La Cina, che ha investito miliardi di dollari in Libia, in particolare nel petrolio, ha a lungo sostenuto Gheddafi ed ha stabilito i suoi primi contatti con i ribelli libici solo nel mese di giugno.
«Il Cnt ha accettato di rispettare la politica di una sola Cina e tutti i trattati e gli accordi stipulati con noi», ha dichiarato un portavoce del ministero cinese degli Affari esteri. La politica di una sola Cina implica il non riconoscimento di Taiwan, dove si sono rifugiati i nazionalisti dopo la sconfitta del 1949 ma che Pechino considera sempre come una parte integrante del suo territorio.

Commissione Unione africana si riunirà domani a Pretoria - La Commissione dell'Unione Africana sulla Libia si riunirà domani a Pretoria per discutere degli ultimi sviluppi di un conflitto che ha diviso l'organizzazione panafricana: lo hanno reso noto fonti del governo sudafricano.
La Commissione è formata dai Capi di Stato di Sudafrica, Congo, Mali, Mauritania e Uganda: in agenda un documento che chieda la formazione in Libia di un governo di unità nazionale allargato anche ai fedeli di Muammar Gheddafi.
L'Ua ha cercato invano negli ultimi mesi di proporre una mediazione fra il regime di Gheddafi e i ribelli del Consiglio Nazionale di Transizione e si trova ora in una posizione diplomaticamente difficile: numerosi Paesi membri hanno infatti riconosciuto ufficialmente il Cnt come governo legittimo, senza che l'organizzazione abbia ancora provveduto in tal senso.

Il Canada riapre l'Ambasciata a Tripoli - Il governo canadese ha ristabilito la propria presenza diplomatica in Libia e ha ottenuto l'autorizzazione dell'Onu per lo sblocco di 2,2 miliardi di dollari di beni libici congelati in seguito alle sanzioni del Consiglio di Sicurezza.
Il ministro degli Esteri canadese John Baird ha reso noto che l'Ambasciata canadese a Tripoli riaprirà i battenti utilizzando tuttavia dei locali temporanei, in attesa della messa in sicurezza della rappresentanza diplomatica.

Tunisia, prosciolto l'ex capo dei servizi Gheddafi, Hamidi - Khuildi Hamidi, esponente del regime libico arrestato il 7 settembre scorso all'aeroporto di Tunisi, è stato prosciolto dalla magistratura tunisina dopo essere stato incriminato per ingresso illegale in territorio tunisino.
Ex responsabile dei servizi segreti libici, Hamidi viene tenuto agli arresti domiciliari sotto la protezione della polizia in un luogo segreto; il passaporto diplomatico di cui era in possesso è stato sequestrato dalle autorità tunisine dopo il suo arresto ma gli verrà ora restituito, e sarà libero di «rimanere nel Paese o di lasciare la Tunisia», come hanno reso noto si suoi legali.