22 agosto 2019
Aggiornato 20:30
Attentati Norvegia

Il killer di Oslo: aiutato da due cellule. Polizia: 76 uccisi

Breivik: «Non sono colpevole, ma la strage è necessaria per salvare l'Europa»

OSLO - «Non sono colpevole». E' iniziata con una dichiarazione di innocenza la prima udienza di Anders Behring Breivik, il killer che ha confessato di essere l'autore del duplice attentato in Norvegia di venerdì. Breivik, atteso davanti alla corte da una folla inferocita, ha detto che la strage era «necessaria per salvare la Norvegia e l'Europa dal marxismo culturale» e dall'invasione di musulmani. Breivik potrebbe aver avuto dei complici. A farlo ipotizzare è lo stesso omicida: secondo quanto riferito dal giudice Kim Heger, il killer ha evocato la presenza di «altre due cellule nella nostra organizzazione». Intanto la polizia norvegese ha rivisto al ribasso il numero dei morti nella strage sull'isola di Utoya. Le persone uccise da Breivik sono, dice la polizia, 68 e non 86. Sale invece il bilancio dell'attentato di Oslo, con otto morti invece che sette. In tal modo sale a 76 il numero complessivo di vittime della doppia azione criminale.

Breivik, che ha piazzato la bomba ad Oslo e sparato sulla folla di giovani a Utoya, è formalmente accusato di atti di terrorismo e per lui è stato deciso un fermo di otto settimane, di cui quattro in isolamento. Rischia un massimo di 21 anni di carcere, in base al codice penale norvegese. Poco prima dell'inizio dell'udienza il quotidiano the Guardian ha diffuso la notizia di un secondo arresto avvenuto in Polonia legato alle stragi ma la polizia polacca ha smentito.

I contorni del duplice attentato si fanno intanto più precisi. Il vero obiettivo di Breivik sarebbe stata l'ex premier Gro Harlem Brundtland che era sull'isola di Utoya fino a poche ore prima che iniziasse la sparatoria. L'uomo aveva provato già in precedenza a procurarsi armi in un viaggio a Praga a settembre in cui tentò invano di avvicinarsi alla malavita locale.

Breivik ha utilizzato proiettili speciali per mettere in atto la sua carneficina. «Non ho mai visto ferite simili», ha spiegato Colin Poole, del dipartimento di Chirurgia, al quotidiano norvegese «Aftenposten». L'uso di proiettili a espansione è vietato dalla Convenzione di Ginevra, ma è utilizzato da coloro che praticano caccia grossa in Norvegia.

La pena massima prevista dal Codice penale norvegese è di 21 anni di reclusione. Ma di fronte all'orrore delle stragi di Oslo e di Utoya, cominciano a levarsi le prime voci per esigere un inasprimento della pena da applicare al caso di Breivik. In realtà, il diritto norvegese prevede che un condannato possa restare in carcere oltre i 21 anni, solo se viene considerato ancora pericoloso. In questo caso la sua pena può essere prolungata di cinque anni in cinque anni. Sull'isola di Utoya c'era anche Gro Harlem Brundtland, ex premier laburista norvegese, e ha lasciato l'isola appena poche ore prima dello sbarco di Anders Behring Breivik. Probabilmente anche lei era nel mirino del killer, scrive il quotidiano Aftenposten, secondo il quale Breivik voleva arrivare sull'isola al mattino, quando Brundtland teneva un discorso ai partecipanti al campus estivo.