8 dicembre 2019
Aggiornato 13:30

Gli USA smentiscono Tokyo: le radiazioni sono forti

E potrebbero toccare le coste americane. Il dipartimento di Stato ha autorizzato i familiari del suo personale diplomatico a lasciare il Giappone

NEW YORK - Crescono le incertezze internazionali sull'emergenza provocata della fuoriuscita di radiazioni nucleari dalla centrale Fukushima-1, danneggiata dal catastrofico terremoto che lo scorso 11 marzo ha colpito il Giappone. Per l'amministrazione Obama la situazione in Giappone è ben più grave di quella descritta da Tokyo. Ieri, il direttore della United States Nuclear Regulatory Commission, ente nucleare americano, Gregory Jazcko ha dichiarato che il reattore 1 dell'impianto sta diffondendo «radiazioni estremamente forti, potenzialmente letali» e ha raccomandato l'evacuazione di chiunque si trovi a ottanta chilometri dall'impianto nucleare.

Jazcko ha così smentito il governo giapponese, che aveva stabilito una distanza di sicurezza di soli 20 chilometri. Il segretario all'Energia Steven Chu crede che nell'impianto giapponese si sia verificata una «fusione parziale del nucleo». Gli esperti Usa parlano anche di un «livello di radioattività letale nel reattore 4». Ma Tepco, società proprietaria della centrale Fukushima-1, ribatte: «È il reattore 3 a preoccupare».

Domenica, la Nuclear Regulatory Commission aveva dichiarato di non aspettarsi che «livelli nocivi di radioattività» potessero attraversare l'oceano. Una simulazione delle Nazioni Unite, mostra invece le radiazioni nucleari fuoriuscite da Fukushima-1 attraversare l'Oceano Pacifico, toccare le isole Aleutine e il sud della California venerdì. Gli esperti nucleari e sanitari statunitensi hanno però più volte ricordato che le radiazioni si disperderanno col tempo e che le conseguenze per la salute dei cittadini americani saranno minime. «Non ci aspettiamo radiazioni in California», ha detto il portavoce del dipartimento di Sanità dello stato Mike Sicilia.
Anche la nube di radiazioni nucleari provocata dall'incidente di Chernobyl, nel 1986 aveva raggiunto gli Stati Uniti. Il dipartimento di Stato americano ha intanto autorizzato i familiari del suo personale diplomatico a lasciare il Giappone.