5 dicembre 2019
Aggiornato 22:30

In Asia test su cibi importati da Tokyo

Per scongiurare contaminazione dopo l'incidente alla centrale nucleare di Fukushima

SINGAPORE - Diversi paesi asiatici hanno annunciato oggi test sui prodotti alimentari importati dal Giappone per verificare che non siano stati contaminati a seguito dell'incidente avvenuto alla centrale nucleare di Fukushima dopo il sisma di venerdì. Singapore, Sri Lanka e Taiwan hanno fatto sapere che eseguiranno dei test, mentre le Filippine e la Malaysia hanno annunciato misure precauzionali.
«A titolo di precauzione, l'Autorità agroalimentare e veterinaria di Singapore (Ava) testerà i prodotti giapponesi a causa del potenziale rischio di contaminazione - ha fatto sapere l'Ava - saranno prelevati dei campioni per testare il livello di radiazione». Le importazioni giapponesi arrivano regolarmente via mare a Singapore, ma i numerosi ristoranti giapponesi della città-stato vengono riforniti via aerea per garantire la freschezza degli alimenti, in particolare del pesce crudo. Singapore ha importato l'anno scorso prodotti giapponesi per 33,3 miliardi di dollari di Singapore (18,7 miliardi di euro).

Lo Sri Lanka ha fatto sapere che eseguirà controlli radiologici, come avvenuto dopo l'incidente di Chernobyl del 1986. Anche l'Agenzia di controllo alimentare di Taiwan ha annunciato controlli, mentre le Filippine hanno fatto sapere di tenere aperta la possibilità di fare altrettanto.

La Malaysia, che importa 48.500 tonnellate di prodotti alimentari giapponesi all'anno, ha dichiarato di aver adottato «misure precauzionali» e di voler monitorare le importazioni per garantire che non siano contaminate, stando a quanto dichiarato da Liow Tiong Lai, ministro della Sanità, citato dalla stampa ufficiale. Infine, la Thailandia ha fatto sapere di «seguire la situazione», senza però annunciare controlli.