28 maggio 2020
Aggiornato 20:30
Il disastro del Golfo del Messico

Washington Post: Obama primo presidente donna

In un editoriale le risposte al femminile del capo della Casa Bianca

Di fronte alla catastrofe del Golfo il presidente non ha dato risposte»maschie», ma ha preferito ascoltare, soppesare le varie opzioni e poi parlare, quindi è donna. Politicamente parlando, si intende
Questa è una delle pezze d’appoggio di cui si è servita Kathleen Parker, editorialista del Washington Post, per sostenere che il Presidente degli Stati Uniti agisce da donna.
Insomma Obama, secondo questa editorialista pensa molto e agisce poco. Un tipico atteggiamento, a suo avviso, da donna.
Secondo Kathleen Parker il presidente soffrirebbe di una carenza di testosterone retorico di fronte alle crisi.
La giornalista spiega che nonostante i successi raggiunti nel mondo occidentale nella parità tra i sessi, nei nostri cervelli permangono molte resistenze difficili da estirpare.
E una di queste è proprio la reazione 'da maschio' che in molti si sarebbero aspettati dal presidente, ad esempio, di fronte al disastro nel Golfo: Obama non ha subito preso in mano la situazione, ma ha preferito ascoltare, soppesare le varie opzioni e infine parlare.
Un modo di agire, secondo gli schemi classici, più femminile che maschile: «Ci aspettiamo che gli uomini entrino in competizione mentre le donne devono star sedute e discutere», spiega la Parker.

Sarebbe interessante sapere a quale sesso la Parker assegni il comportamento di George Bush che, messo al corrente del disastro delle torri gemelle di New York nel corso di una sua visita ad un asilo, impiegò esattamente sei minuti per reagire e prendere la decisione di alzarsi e rendersi conto di persona di quanto stesse accadendo nel suo Paese.

«Ci aspettiamo che gli uomini entrino in competizione mentre le donne devono star sedute e discutere». Per Parker il 'modus operandi' di Obama «rappresenta un successo evolutivo», ma rischia di costargli politicamente. Insomma, così come in passato la sua ex rivale e oggi Segretario di Stato Hillary Clinton, fu accusata di agire troppo «da uomo», il presidente rischia di finire vittima della critica opposta: «In fondo ci aspettiamo che i nostri leader agiscano in modo maschile - scrive Parker - perché è 'normale' e rassicurante».

Si può desumere che la Parker giudichi molto virile la scelta del predecessore di Obama di dichiarare guerra all’Iraq per difendere l’Occidente da armi di distruzione di massa che esistevano solo nella sua fantasia. Dichiarare il falso o abboccare di fronte a false informazioni costruite ad arte, secondo la giornalista del Washington Post, sarà maschile o femminile?
Ma infine, secondo questa attenta osservatrice sarà meglio essere maschili o femminili?

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