22 aprile 2021
Aggiornato 02:00
Eritrea

Hrw: «una gigantesca prigione», evitare i rimpatri

Organizzazione chiede di avere accesso alle carceri

NAIROBI - Il governo eritreo «sta trasformando il paese in una gigantesca prigione», ricorrendo a una politica di «detenzione e tortura sistematiche» e di «servizio militare prolungato» contro i suoi cittadini. E' quanto denuncia oggi Human Rights Watch (Hrw). «La detenzione e la tortura sistematiche dell'Eritrea verso i suoi cittadini e la politica di prolungare la coscrizione militare sta mettendo in crisi i diritti umani e sta spingendo un crescente numero di eritrei a fuggire dal paese», sottolinea l'organizzazione per la difesa dei diritti dell'uomo in una relazione diffusa oggi a Nairobi.

«Il governo eritreo sta trasformando il paese in una gigantesca prigione», ha commentato Georgette Gagnon, direttore per l'Africa di Hrw. L'organizzazione accusa il governo eritreo di «gravi violazioni dei diritti umani, come arresti arbitrari, tortura, condizioni di detenzione spaventose, lavoro forzato e gravi limitazioni alla libertà di movimento, di espressione e di culto».

«La tortura, i trattamenti crudeli e degradanti e il lavoro forzato sono moneta corrente per i coscritti e i detenuti», denuncia ancora Hrw, sottolineando che i prigionieri sono «generalmente rinchiusi in celle sovraffollate» o «in cointainer marittimi che raggiungono temperature bollenti di giorno e rigide di notte». Un ex prigioniero politico detenuto sull'isola di Dahlak, nel Mar Rosso, ha raccontato a Hrw che pesava «44 chili quando ho lasciato Dahlak».

«La mia emoglobina era ridotta a zero. Vivevamo sotto terra, la temperatura era di 44°C; non c'era mai una parola di umanità - ha raccontato - a Dahlak si aspettano due cose: il trasferimento o la morte». Secondo Hrw, numerosi prigionieri sono detenuti per le loro opinioni politiche o religiose o perchè hanno cercato di sottrarsi al servizio nazionale o di lasciare il Paese. «L'Eritrea dovrebbe immediatamente dare spiegazioni su centinaia di prigionieri 'scomparsi' e permettere a osservatori indipendenti di avere accesso alle sue prigioni», ha chiesto l'organizzazione.

Secondo Hrw, sono «migliaia» gli eritrei che sono fuggiti dal Paese negli ultimi anni, cercando rifugio in particolare in Libia, Sudan, Egitto e Italia. «Centinaia di eritrei sono stati rimpatriati a forza da Libia, Egitto e Malta in questi ultimi anni e sono stati messi sotto custodia e torturati al loro rientro», denuncia Hrw. «Gli eritrei non dovrebbero in alcuna circostanza essere rimpatriati, perchè rischiano quasi certamente la detenzione e la tortura», è invece l'appello di Gagnon. Il servizio militare dura per legge 18 mesi, ma può essere prolungato per anni.