26 novembre 2022
Aggiornato 23:30
Politiche europee

Caro energia, le «nuove» proposte della Commissione UE

La Commissione europea proporrà il 18 ottobre una nuova serie di proposte per affrontare la crisi energetica causata dai fortissimi rincari del gas, dovuti in gran parte a speculazioni e a manipolazioni del mercato.

Caro energia, le «nuove» proposte della Commissione UE
Caro energia, le «nuove» proposte della Commissione UE Foto: Pixabay

BRUXELLES - La Commissione europea proporrà il 18 ottobre una nuova serie di proposte per affrontare la crisi energetica causata dai fortissimi rincari del gas, dovuti in gran parte a speculazioni e a manipolazioni del mercato. Lo ha annunciato a Praga la commissaria all'Energia, Kadri Simson, durante la conferenza stampa al termine del Consiglio informale dei ministri dell'Energia dell'Ue.

Le proposte riguarderanno in particolare:

  1. un nuovo indice sui parametri di riferimento del mercato europeo del gas, per tenere adeguatamente conto del ruolo del gas naturale liquefatto (Gnl), che sempre più sta sostituendo nell'Ue il metano russo proveniente dai gasdotti;
  2. una nuova iniziativa per ridurre la domanda;
  3. un nuovo quadro per gli «accordi di solidarietà'» energetica fra gli Stati membri, al di là degli attuali accordi bilaterali volontari, che potrebbero rivelarsi insufficienti in caso di peggioramento della crisi;
  4. un meccanismo di acquisti in comune del gas che faccia leva sulla forza commerciale dell'intera Unione ed eviti che gli Stati membri si facciano concorrenza fra loro, rilanciando al rialzo i prezzi sul mercato ("outbidding).

La commissaria ha citato anche il «tetto al prezzo» del gas caro all'Italia e a una buona parte degli altri paesi membri, ma indidentalemnte, come un'ipotesi, definita «meccanismo temporaneo per limitare i prezzi», aggiungendo subito dopo che eventualmente andrebbe attuata «tramite negoziati con i nostri partner».

Sul tetto al prezzo del gas utilizzato per la produzione di elettricità, che la Commissione aveva già prospettato nelle scorse settimane, Simson ha messo le mani avanti: «Proporremo il 19 ottobre (ma presumibilmente si riferiva al 18 ottobre-ndr) le proposte che avranno il massimo consenso e supporto. E vedremo nel fine settimana - ha affermato - come possiamo procedere per mettere un tetto al gas per la produzione di elettricità, e se a questo stadio possiamo dire che c'è una maggioranza di paesi a sostegno di questa misura».

Presentando a grandi linee le nuove proposte, la commissaria ha osservato che, «nonostante le misure senza precedenti già prese, che sarebbero state tabù solo poco tempo fa, è chiaramente necessario fare di più per affrontare questa crisi. I prezzi sono ancora insostenibilmente alti, i flussi degli oleodotti russi sono scesi sotto il 10% e gli attacchi alle infrastrutture energetiche dell'Ue aumentano ulteriormente l'incertezza».

«Per questo - ha annunciato - la Commissione sta lavorando per presentare un pacchetto di proposte il 18 ottobre». E «non sarà l'ultimo pacchetto di questo tipo, poiché dobbiamo continuare a sviluppare i nostri strumenti e adattare il nostro approccio all'evolversi della situazione».

«Le prossime iniziative e proposte - ha indicato - avranno quattro elementi che funzioneranno insieme per abbassare i prezzi e rafforzare la solidarietà e la sicurezza dell'approvvigionamento».

In primo luogo, la Commissione sta compiendo «un lavoro cruciale» sull'indice Ttf del mercato del gas di Amsterdam, che, ha riconosciuto Simson, «non è più rappresentativo della realtà del mercato energetico dell'Ue e gonfia artificialmente i prezzi. Dobbiamo sviluppare un parametro di riferimento alternativo e la Commissione sta preparando una proposta legislativa in tal senso. La prossima settimana, illustreremo cosa significherà in modo più dettagliato».

«Mi aspetto che questo nuovo indicatore sia operativo entro la prossima stagione di riempimento» dei depositi di stoccaggio, «ma le nostre famiglie e le nostre aziende - ha aggiunto la commissaria - non possono aspettare fino ad allora. Dobbiamo affrontare i rincari dei prezzi ora».

«La preferenza della Commissione - ha sottolineato - è quella di farlo tramite negoziati con i nostri partner, ma dobbiamo prepararci nel caso in cui questi negoziati non fossero abbastanza rapidi. Abbiamo bisogno - ha ammesso - di un meccanismo temporaneo per limitare i prezzi. Come parte del prossimo pacchetto, illustreremo come questo meccanismo potrebbe funzionare e come mitigare i rischi che inevitabilmente tale meccanismo comporta».

Questa potrebbe essere la risposta alla richiesta dell'Italia e di una maggioranza degli Stati membri di introdurre un «price cap» generalizzato per il gas, ma Simson non ha dato più dettagli su questo punto neanche in seguito, rispondendo alle domande dei giornalisti.

In secondo luogo, ha continuato la commissaria, «qualsiasi intervento sul mercato del gas richiede un'ulteriore riduzione della domanda. Non si tratta di una cosa facile, ma di una necessità per garantire la sicurezza dell'approvvigionamento nel contesto di un intervento di mercato. Un'opzione è quella di attivare l'allerta Ue, che renderebbe obbligatorio l'obiettivo di riduzione della domanda del 15%», secondo quanto previsto dal pacchetto d'emergenza presentato dalla Commissione a luglio e già approvato dal Consiglio Ue.

«Ma potrebbe essere necessario - ha avvertito - un approccio diverso, oppure ulteriori misure per garantire che il livello di risparmio sia sufficiente. Qualsiasi misura che adottiamo per abbassare i prezzi non deve inviare» al mercato «segnali sbagliati che fanno aumentare i consumi in tutta l'Ue», perché il gas naturale non sarebbe disponibile in volumi sufficienti per soddisfare una domanda troppo alta.

Il terzo punto riguarda gli accordi di solidarietà fra i paesi Ue. «Poiché non tutti gli Stati membri dispongono di accordi di solidarietà reciproca» per i trasferimenti di gas fra un paese e l'altro in caso di emergenza, «proporremo - ha annunciato - un accordo che sarebbe direttamente applicabile. Ciò garantirà che siamo preparati e pronti ad agire nel caso in cui questi accordi saranno necessari. E stiamo esaminando ulteriori proposte per le situazioni in cui alcune regioni affrontano una crisi dell'offerta più ampia rispetto ad altre».

La quarta e ultima misura del pacchetto del 18 ottobre riguarderà gli acquisti congiunti di gas, una soluzione - simile a quella sperimentata con successo negli acquisti collettivi di vaccini durante l'emergenza Covid - che è stata sollecitata proprio oggi da un documento informale ("non paper") presentato da Germania e Olanda.

«Presenteremo - ha detto Simson - una proposta per facilitare gli acquisti congiunti di gas. Ciò consentirà all'Ue di utilizzare il suo potere d'acquisto collettivo per limitare i prezzi ed evitare che gli Stati membri si facciano concorrenza fra loro sul mercato, aumentando così i prezzi. Questo garantirà trasparenza e aiuterà in particolare gli Stati membri più piccoli, che si trovano in una situazione meno favorevole come acquirenti. Il nostro focus sarà soprattutto, ma non solo, il coordinamento e l'aggregazione della domanda per il riempimento dei depositi di stoccaggio di gas per il prossimo inverno».

Oltre a tutti questi interventi d'emergenza, la Commissione sta lavorando per «migliorare la struttura del nostro mercato dell'elettricità a lungo termine. L'obiettivo principale di questa riforma è far arrivare ai consumatori a prezzi accessibili i vantaggi delle energie rinnovabili e delle tecnologie a basse emissioni di carbonio, preservando al contempo i vantaggi di un sistema elettrico comune basato sul mercato».

E' l'ormai famosa questione del «disaccoppiamento» dei prezzi del gas da quelli dell'elettricità. «Faremo in modo - ha assicurato la commissaria - che nessun vettore energetico possa causare perturbazioni del mercato come succede attualmente con il gas naturale», i cui forti rincari influenzano direttamente e pesantemente il prezzo dell'energia elettrica, senza prendere in conto il basso costo marginale delle altre fonti, e in particolare delle rinnovabili.

«Mi sono impegnata a fornire i primi risultati, con gli elementi principali di questa riforma, entro la fine di quest'anno. Potremo così consultare i ministri e le altre parti interessate su una serie concreta di idee presentate dalla Commissione. Questo processo dovrebbe portare a una proposta formale della Commissione all'inizio del prossimo anno», ha concluso Simson.

(con fonte Askanews)