26 giugno 2022
Aggiornato 22:30
Internet

Bruxelles vara il Digital Markets Act: nel mirino Google, Apple, Facebook

L'obiettivo è assicurare la libera concorrenza, piuttosto che essere costretti a rincorrere le operazioni industriali per verificare che siano in linea con le regole antitrust europee

Bruxelles vara il Digital Markets Act: nel mirino Google, Apple, Facebook
Bruxelles vara il Digital Markets Act: nel mirino Google, Apple, Facebook Foto: Pixabay

BRUXELLES - La Commissione europea ha accolto con favore il rapido accordo politico raggiunto ieri tra il Parlamento europeo e il Consiglio Ue sulla Legge sui mercati digitali (Digital Markets Act, Dma). Il regolamento, approvato poco più di un anno dopo la presentazione della proposta (nel dicembre 2020), è tra le prime iniziative di questo tipo a regolamentare in modo completo il potere di "gatekeeper" (guardiani dell'accesso) delle più grandi aziende digitali.

I «gatekeeper» a cui si applicherà il regolamento sono i principali fornitori dei servizi di piattaforme di base più inclini a ricorrere a pratiche sleali, come i motori di ricerca, i social network o i servizi di intermediazione online. Sono «imprese che spesso creano strozzature tra aziende e consumatori e talvolta controllano anche interi ecosistemi, costituiti da diversi servizi di piattaforma come mercati online, sistemi operativi, servizi cloud o motori di ricerca online», spiega la Commissione in una nota.

Questi guardiani dell'accesso al mercato digitale, individuati e designati in base a determinate soglie quantitative, saranno soggetti a una serie di obblighi e divieti definiti dal regolamento, in riferimento alle pratiche di mercato più sleali, che spesso creano o rafforzano barriere per altre imprese. L'obiettivo generale è quello di garantire l'accesso della concorrenza ai servizi digitali controllati dai «gatekeeper».

L'accordo politico raggiunto dai negoziatori del Parlamento europeo e dal Consiglio Ue dovrà ora essere approvato formalmente dei due co-legislatori. Una volta adottato, il regolamento Dma sarà direttamente applicabile in tutta l'Ue e si applicherà sei mesi dopo l'entrata in vigore.

«Quando un 'gatekeeper' si impegna in pratiche commerciali volte a favorire i propri servizi o a impedire ai propri utenti aziendali di raggiungere i consumatori, può bloccare o rallentare servizi preziosi e innovativi dei propri utenti aziendali e dei concorrenti», spiega la nota della Commissione. Fra le «pratiche sleali» ci sono, precisa ancora la nota, «l'imposizione di condizioni di accesso sleali alla propria app o al proprio store, o l'impossibilità per gli utenti di installare applicazioni da altre fonti», o di disinstallare software o applicazioni preinstallati.

Il regolamento sarà attuato attraverso un sistema di vigilanza, in base alla quale la Commissione sarà l'unico esecutore delle norme, in stretta collaborazione con le autorità degli Stati membri. La Commissione potrà infliggere sanzioni e ammende fino al 10% del fatturato mondiale di un'impresa e, in caso di infrazioni ripetute, potrà aumentare le ammende fino al 20% del fatturato.

In caso di violazioni sistematiche, la Commissione potrà anche imporre tutti i rimedi comportamentali o strutturali necessari per garantire l'efficacia degli obblighi, compreso il divieto di ulteriori acquisizioni che sarebbero rilevanti per l'infrazione.