25 maggio 2022
Aggiornato 02:00
Energia

«24 mesi per ridurre dipendenza dal gas russo»

Lo ha affermato il ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani durante un punto stampa a Bruxelles, a margine della riunione straordinaria del Consiglio Energia dell'UE

Il Ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani
Il Ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani Foto: ANSA

BRUXELLES - Dalla Russia l'Italia importava finora «circa 25 miliardi di metri cubi di gas» all'anno. «Ci vorranno 24 mesi per cominciare ad avere una sensibile riduzione» di questa dipendenza. Lo ha affermato il ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani durante un punto stampa a Bruxelles, a margine della riunione straordinaria del Consiglio Energia dell'Ue, convocato per decidere come rispondere alla crisi causata dall'attatto militare della Russia all'Ucraina.

«Stiamo lavorando per eliminare la dipendenza dal gas russo», ha detto Cingolani riferendo sulle discussioni di oggi fra i ministri in Consiglio.

«Un punto fondamentale è aumentare lo stoccaggio di gas in tempo» ovvero nei periodi più caldi in cui non vengono usati gli impianti di riscaldamento, e poi bisogna «rivolgerci agli altri fornitori» diversi dalla Russia. Al Consiglio Ue, ha riferito il ministro, «si stanno studiando le ipotesi di stoccaggi europei di gas, per essere al sicuro», e la proposta di «acquisti congiunti ('joint procurement', ndr) sul mercato» da parte degli Stati membri. Il modello, in questo caso, è quello, riuscito, degli acquisti congiunti di vaccini per la pandemia di Covid-19.

Inoltre, «c'è chiaramente un'attitudine più aperta» nel Consiglio anche per quanto riguarda l'ipotesi di sganciare sul mercato elettrico Ue il prezzo all'ingrosso dell'elettrcità dal meccanismo di prezzo marginale del gas. «Altro aspetto fondamentale che hanno sollevato in parecchi - ha spiegato Cingolani - è quello del mercato elettrico, che su certe energie come le rinnovabili il prezzo lo fa a partire dal termoelettrico prodotto col gas. E' come dire che io produco energia a bassissimo costo con le rinnovabili, e poi la quoto al prezzo di un'energia che costa molti di più».

L'opposizione della Commissione e di diversi paesi, a partire dalla Germania, a questo sganciamento del prezzo dell'eletricità dal prezzo del gas, non sarebbe più così netta, insomma. «Fino a pochi giorni - ha ricordato - fa si parlava di libero mercato, ora secondo me la riflessione può essere accelerata, in questi tempi emergenziali: è tutto lavoro in progresso».

Riguardo alla riduzione della dipendenza energetica dalla Russia, «abbiamo un piano molto chiaro. Posso preannunciare, in base alle analisi fatte - ha detto Cingolani -, che nel brevissimo termine non c'è alcun problema, sperando che non ci sia una coda d'inverno pazzesca, ma non dovrebbe esserci». Poi «c'è da affrontare per il prossimo anno il problema dello stoccaggio, che è il problema menzionato da tutti».

«Gli stoccaggi di gas - ha spiegato ancora il ministro - si fanno prima dell'inverno, poi si arriva a questo periodo in cui si ha il 20-25 per cento del livello. Noi in Italia stiamo un po' meglio degli altri, anche se abbiamo un livello inferiore a quello solito» in questa fase. Dopo di che, alla fine dell'inverno, si ricominciano a riempire gli impianti di stoccaggio, «per i successivi 6-7 mesi».

«Stiamo lavorando molto efficacemente - ha insistito Cingolani -, sullo sganciarci dalla dipendenza dal gas russo. E nei prossimi tempi, da un anno in poi, si cominceranno a vedere i risultati. Siamo tutti d'accordo sul fatto che bisogna accelerare sulle rinnovabili, anche in termini di semplificazioni burocratiche, perché in questa contingenza sono una parte della soluzione».

«Sono quasi tutti d'accordo a livello europeo sul fatto che il programma 'Fit for 55' (ovvero le misure del Green Deal in campo energetico e climatico, ndr) non vada abbandonato. Non deve essere, questa, una scusa per rilassare i limiti ambientali», ha concluso il ministro.