21 ottobre 2020
Aggiornato 07:00
L'analisi

Economia e Covid-19: i settori più colpiti dalla crisi

Il Coronavirus ha colpito molti settori e aziende italiane: dall'intrattenimento allo sport e turismo. Vediamo quali sono i settori segnati dalla crisi economica e quali no.

Economia e Covid-19: i settori più colpiti dalla crisi
Economia e Covid-19: i settori più colpiti dalla crisi ANSA

Se si pensa al Covid-19 non viene solo in mente la grave crisi sanitaria che ha colpito le fasce più e meno deboli della popolazione italiana e mondiale, ma anche la terribile crisi economica in cui è caduto l’intero Paese e molti altri Stati. Un numero troppo elevato di aziende e settori hanno subito con maggiore forza perdite di denaro e liquidità e, ancora oggi nella fase due, stanno combattendo per risollevarsi.

I settori più colpiti dal Covid

A soffrire maggiormente della crisi troviamo il settore cinematografico e, in parte, dell’intrattenimento televisivo. Un’analisi di Cerved Know su imprese, credito e data innovation ha stimato, nel caso peggiore, una perdita di ben l’80% nel settore della proiezione cinematografica. I cinema sono chiusi da tempo per evitare il contagio, le nuove produzioni sono state bloccate e molte di quelle vecchie posticipate. Anche Hollywood non sa come comportarsi con il fenomeno del virus e, dalle ultime indiscrezioni, sembra fortemente in forse la prossima edizione degli Oscar.

In Italia il settore del gaming ha molto sofferto, soprattutto per quanto riguarda il ramo sportivo a causa dello stop forzato dei campionati. Solo l’online è riuscito a mantenere una dignità di puntate in alcune categorie del gaming. La qualità dei casinò online, come Netent (le informazioni sulle slot di Netent si trovano su questa pagina), hanno fatto la differenza e mantenuto un buon numero di visite mensili nonostante la quarantena.

Il turismo poi rientra sicuramente tra i settori più colpiti. Il PIL italiano dipende in maniera significativa da tutto il comparto legato ai viaggi come i trasporti, il settore alberghiero e la ristorazione. Tutte queste fette di mercato e le relative aziende sono in ginocchio e, nonostante i molti incentivi del governo come il Bonus Vacanza, la strada per la ripresa sembra molto lunga e in salita.

Anche l’immobiliare e le costruzioni hanno registrato una curva discendente nei profitti. Il settore costruzioni, per l’alta probabilità di contagio, è stato tra i primi ad essere fermato e con la fase 2 deve rispettare stringenti regole di distanziamento e monitoraggio della temperatura per gli operai. Per tentare di aiutarlo a rialzarsi anche qui si è messo in gioco il governo con il Decreto Rilancio che prevede un superbonus al 110% per la ristrutturazione di condomini e prime case.

Infine tra i settori più colpiti si registra quello manifatturiero e il mercato automobilistico: entrambi nel vortice della crisi. L’Italia è fortemente dipendente dall’estero e questo ostacolo si è abbattuto sulle aziende come una granata negli ultimi mesi di lockdown. Per questo motivo l’indipendenza sta diventando uno dei pilastri fondamentali sui quali costruire l’economia del futuro.

I settori in crescita nonostante la crisi

Naturalmente tra i primi in classifica ci sono i lavori in ambito sanitario. La domanda di professionisti è cresciuta proporzionalmente alla crisi sanitaria sin da inizio marzo e sembra ancora in aumento nella fase 2. Anche il settore farmaceutico non ha visto stop economici: oltre a non aver chiuso durante il lockdown, poiché servizio di prima necessità, la produzione e vendita di medicinali e i DPI (dispositivi di protezione individuale) per privati e ospedali hanno sostenuto e l’intero settore.

Anche le aziende di elettronica e informatica sembra che non si siano lasciate travolgere dalla crisi, con le nuove necessità di efficienza tecnologica per lo smart working tante imprese hanno potuto mantenere delle buone entrate e sostenere un trend positivo.

Sembra inutile dirlo, ma anche il commercio online ha approfittato della quarantena: sempre secondo l’analisi di Cerved Known, la crescita del settore si stima verso un +40%.