17 febbraio 2020
Aggiornato 17:00
Risparmio

Italiani tra risparmi e investimenti: il ritratto economico dei cittadini tricolori

Secondo il report congiunto tra Istat e Bankitalia le famiglie italiane, tra beni immobili e investimenti di tipo finanziario, hanno visto crescere la loro ricchezza di circa 98 miliardi, e cioè dell’1% rispetto alla quota dell’anno precedente

Banconote da 50 euro
Banconote da 50 euro Pixabay

La propensione al risparmio è una delle caratteristiche degli italiani, e se, una volta, era il salvadanaio a forma di porcellino a rappresentare la sana abitudine a mettere via qualche moneta, o il barattolo del caffè in cucina per evitare che un malintenzionato li trovasse, oggi la mentalità è cambiata, insieme alla coscienza che, per mantenere la capacità d’acquisto del proprio capitale, la maniera migliore è investire i risparmi in qualcosa di fruttifero, piuttosto che ammassarli.

Vediamo allora come si sono evolute oggi le abitudini degli italiani in termini di risparmio e investimento.

Cresce l’indice della ricchezza in Italia

Secondo il report congiunto tra Istat e Bankitalia le famiglie italiane, tra beni immobili e investimenti di tipo finanziario, hanno visto crescere la loro ricchezza di circa 98 miliardi, e cioè dell’1% rispetto alla quota dell’anno precedente.

Una crescita che ha visto aumentare di conseguenza anche le attività finanziarie per 156 miliardi di euro, con una percentuale quindi del 3,7%, che compensa la diminuzione dello 0,7% delle attività reali, e l’aumento delle passività del 1,4%. Di questa ricchezza una parte consistente, più della metà, rimane legata al patrimonio immobiliare, insieme ad un’altra tranche che rimane parcheggiata sui conti correnti e i fondi di risparmio non lucrativi, invece di essere messa in circolazione e resa fruttifera.

Questo è quanto emerso da un’indagine che vede gli italiani in coda, in Europa, per quanto riguarda gli investimenti, col risultato di erodere la capacità di rendita che dal 2003 al 2017 è cresciuta di soli 24 punti contro i 121 della Finlandia o i 60 punti del Portogallo, che si colloca immediatamente sopra l’Italia.

Un risultato dovuto, secondo la ricerca, alla propensione tutta italiana di continuare a tenere i soldi nel cassetto. Ma non è così per tutti.

Vediamo dove investono gli italiani

Una parte degli italiani, infatti, sta cambiando abitudini e comincia a collocare diversamente i propri risparmi, scegliendo, per il 14%, di acquistare fondi pensione e assicurazioni, per il 13% di muoversi verso il settore dei depositi, mentre il 10% punta sulle azioni e le partecipazioni.

Ed è proprio in questo campo che sono arrivate delle novità, dedicate ai professionisti del settore, come il fondo d’investimento Younited Credit che permette di finanziare l’economia reale. Infatti oggi, grazie a questa società, è possibile investire sullo sviluppo, piuttosto che sul capitale delle aziende, intervenendo direttamente sugli investimenti, invece di acquistare azioni e obbligazioni.

Una novità che agevola ulteriormente le aziende, che hanno necessità di liquidi, ma che non sempre sono nelle condizioni di affrontare il costo per l’emissione dei mini-bond, da immettere sul mercato per recuperare finanziamenti. Per fortuna da qualche anno lo Stato ha riconosciuto anche ad altre società di raccolta fondi, le cosiddette FIA, le stesse possibilità delle Banche. Queste infatti ormai possono operare in regime di investimento diretto, cioè di Direct Lending, nei confronti delle aziende che hanno bisogno di liquidità, senza dover passare dalla intermediazione con le Banche per reperire i capitali, ma mettendo in gioco i propri fondi di raccolta, aperti ormai anche agli investitori privati che decidono di scommettere su questo settore, molto conveniente e remunerativo.