15 ottobre 2019
Aggiornato 03:00
Risparmio

Italiani popolo di risparmiatori (e le banche gongolano)

Più italiani si definiscono economicamente indipendenti e torna a crescere il risparmio. Sono questi i due macro argomenti che emergono dall'Indagine sul risparmio e sulle scelte finanziarie degli italiani 2017 del Centro Einaudi di Torino

TORINO - Più italiani si definiscono economicamente indipendenti e torna a crescere il risparmio. Sono questi i due macro argomenti che emergono dall'Indagine sul risparmio e sulle scelte finanziarie degli italiani 2017, presentata a Torino nel grattacielo di Intesa Sanpaolo, che ne ha curato la realizzazione insieme al Centro di Ricerca e Documentazione Luigi Einaudi. All'evento ha preso parte anche il presidente di Intesa Sanpaolo, Gian Maria Gros-Pietro. "L'Italia - ha detto ai cronisti - ritorna un grande Paese risparmiatore. La propensione al risparmio, che era al 9,6% l'anno precedente, quest'anno è superiore all'11%. Questa è un'ottima notizia, ma il risparmio, per dare tutti i benefici al sistema economico, deve essere reinvestito. E la banca è l'operatore principale che trasforma il risparmio delle famiglie in investimenti produttivi, quindi in posti di lavoro ancora per le famiglie". Focus dell'Indagine sul risparmio di quest'anno è stata anche l'alfabetizzazione finanziaria dei cittadini italiani: tendenze positive anche in questo settore, con i giovani a fare da traino pure dal punto di vista della consapevolezza.

"Quadro positivo"
Salvatore Carruba, presidente del Centro Einaudi, ha confermato il quadro complessivamente positivo delineato dall'indagine. "Questa ricerca - ci ha detto - conferma il processo di ripresa in corso, il fatto che sia una ripresa con luci e ombre, che riguarda alcune categorie e alcune aziende, soprattutto quelle che esportano, ma comunque la ripresa c'è e le famiglie lo percepiscono, investono di più e soprattutto le famiglie hanno più fiducia nella loro situazione finanziaria e c'è un tasso di aumento significativo delle famiglie che ritengono di avere acquisito un tasso di autonomia finanziaria significativo".Per Intesa Sanpaolo questa indagine conferma, accanto agli ultimi numeri macroeconomici, che l'Italia è realmente in ripresa, e un ulteriore segnale positivo deriva dai dati sugli acquisti di case, che continuano.

Cambia l'approccio agli investimenti
A cambiare però, nel contesto del risparmio, è l'approccio agli investimenti, con il progressivo perdere peso delle vecchie forme di investimento senza alcun rischio. Gregorio De Felice, Chief economist di Intesa Sanpaolo: "Dobbiamo anche tenere conto delle caratteristiche di età dei risparmiatori - ci ha spiegato -. I giovani penso debbano affrontare un rischio maggiore, investire di più in azioni rispetto a quanto fanno oggi, considerando la lunga aspettativa di età lavorativa. Per gli anziani la ricerca mette invece in evidenza una forte richiesta di protezione del capitale: vogliono meno rischio, vogliono cedole più alte. L'accumulo del risparmio c'è già stato, ora vogliono che non sia messo a rischio. La banca risponde a diverse esigenze a seconda delle generazioni".