23 maggio 2024
Aggiornato 07:00
La crisi del debito «privato»

Famiglie in affanno, i debiti sfiorano i 20mila euro

L'allarme della CGIA di Mestre: Aumento del 36,4%. Lo stock dell'indebitamento su tutti i nuclei familiari ammonta a poco più di 503 miliardi. Appare evidente che il perdurare della crisi rischia di accentuare questa situazione

ROMA - Con la crisi le famiglie italiane sono sempre più in affanno: dal settembre 2008 allo stesso mese del 2011, l'indebitamento medio delle famiglie è aumentato del 36,4%, in termini assoluti, invece, l'importo medio in capo a ciascun nucleo si è attestato attorno ai 20.000 euro (precisamente 19.981 euro). A livello territoriale i nuclei familiari più in difficoltà sono stati rilevati in provincia di Roma (indebitamento medio pari a 29.287 euro), seguono quelli residenti in provincia di Lodi (28.470 euro) e quelli in provincia di Milano (28.251 euro). In termini complessivi, invece, lo stock di debito che pesa su tutte le famiglie italiane ammonta a poco più di 503 miliardi. E' quanto emerge dalla periodica rilevazione sull'indebitamento medio delle famiglie italiane realizzata dall'Ufficio studi della Cgia di Mestre.
Questi dati, ricorda la Cgia, si riferiscono all'indebitamento medio delle famiglie consumatrici con il sistema bancario, causato dall'accensione di mutui per l'acquisto della casa, dai prestiti per l'acquisto di beni mobili, dal credito al consumo, dai finanziamenti per la ristrutturazione di beni immobili, etc.

Bortolussi: Il perdurare della crisi rischia di accentuare la situazione - «In linea generale - ha dichiarato Giuseppe Bortolussi segretario della Cgia di Mestre - abbiamo riscontrato che l'incidenza del debito sul reddito familiare è maggiore tra i nuclei con disponibilità economiche medio-basse. Appare evidente che il perdurare della crisi rischia di accentuare questa situazione. Inoltre, abbiamo appurato che la situazione economica delle famiglie meno abbienti residenti nelle grandi aree metropolitane è mediamente peggiore di quella registrata dai nuclei ubicati nelle realtà urbane medio piccole. Infatti, a parità di reddito, nelle piccole realtà urbane la crisi si sente meno perché il costo della vita è inferiore».

Ritornando ai dati, le realtà familiari più «virtuose» sono concentrate al Sud. Se l'indebitamento medio delle famiglie residenti in provincia di Vibo Valentia era nel settembre scorso di 9.342 euro, ad Enna toccava gli 8.845 euro ed in Ogliastra gli 8.593 euro. Infine, la più importante variazione di crescita dell'indebitamento registrata tra il settembre 2008 e lo stesso mese del 2011, ha interessato le famiglie di Livorno (+57,1%). Segue Grosseto (+56,4%) e al terzo posto di questa speciale graduatoria la provincia di Asti (+55,5%).

Cancellieri: Non sottovalutare i «cani sciolti» - Un vero rischio terrorismo è improbabile, ma non si devono sottovalutare gli eventuali «cani sciolti» che potrebbero inserirsi nella «situazione delicata» provocata dalla crisi economica. Lo ha detto il ministro della Giustizia Anna Maria Cancellieri a Che tempo che fa.
«È un momento delicato e sull'incertezza economica si innesta una situazione politica più complessa. Quando le persone hanno paura di perdere il posto di lavoro, o l'hanno già perso, vedo situazione di grande delicatezza. Non vedo un pericolo reale di terrorismo ma solo la possibilità - ha affermato - che qualche cane sciolto possa inserirsi e fare qualche movimento non proprio controllabile».

Sarkozy: Monti ha preso «misure forti e giuste» - In Italia il presidente del Consiglio, Mario Monti, ha preso «misure forti e giuste» per contrastare la crisi economica. Lo ha detto il presidente francese, Nicolas Sarkozy, in diretta tv e in contemporanea su sei canali francesi, sottolineando che «la crisi economica si sta placando e l'Europa non è più sul bordo dell'abisso».