20 gennaio 2019
Aggiornato 03:00
Manovra finanziaria

Di Maio: «Reddito di cittadinanza solo per italiani». Ma nel testo non è così

Il vicepremier smentisce che si tratti di una misura estesa anche agli immigrati. Eppure nell'ultima bozza circolata le cose stanno diversamente

Il vicepremier e ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio con il premier Giuseppe Conte
Il vicepremier e ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio con il premier Giuseppe Conte ANSA

ROMA - «Al mio rientro a Roma istituiremo il decreto anche per quota 100 e il reddito di cittadinanza per gli italiani». Così il vicepremier e ministro del Lavoro Luigi Di Maio ad Alleghe, nell'ambito di una ricognizione sui luoghi colpiti dal maltempo ad ottobre in Veneto. E il vicepremier smentisce che si tratti di una misura estesa anche agli immigrati. «La smentisco - ha detto il ministro rispondendo ad una domanda di una giornalista -. La legge, come abbiamo sempre detto, riguarda il reddito di cittadinanza per coloro che sono cittadini italiani». La pensione minima a 780 euro, come le pensioni di invalidità a 780, partiranno tra febbraio a marzo, ha assicurato ancora Di Maio.

Cosa c'è scritto nel testo

Tuttavia, l’ultimo testo in circolazione della misura prevede che il «reddito» sia esteso anche agli extracomunitari con permesso di soggiorno e una residenza in Italia da almeno cinque anni. E non si tratta di un punto scarsamente rilevante, anche per i profili della spesa. La relazione tecnica allegata alla bozza del decreto identifica 1 milione 375 mila nuclei familiari come possibili beneficiari, secondo i requisiti fissati. Tra questi, quelli composti da stranieri regolari in Italia da più di cinque anni sono circa 200 mila, circa un sesto. Una bozza della misura anticipata dall’Ansa spiega come il reddito di cittadinanza dovrebbe partire «a decorrere dal mese di aprile 2019», precisando che il sostegno decorrerà «dal mese successivo a quello della richiesta». Il testo non definitivo sottolinea che si potrà beneficiare del nuovo sostegno al reddito «per un periodo continuativo non superiore a 18 mesi», rinnovabile «previa sospensione dell’erogazione per un mese prima di ciascun rinnovo». Sono esclusi dal reddito di cittadinanza i carcerati, ma anche i lungo degenti nelle strutture pubbliche e i disoccupati a seguito di dimissioni volontarie nel corso del biennio precedente.

I requisiti

Il primo criterio di accesso è il reddito Isee, che non deve superare i 9.360 euro l’anno, e si calcola con riferimento all’anno precedente, come gli altri parametri patrimoniali, per evitare furbizie. Per il 2019, dunque, vale l’Isee del 2018. La ricchezza immobiliare massima è di 30 mila euro, esclusa la prima casa di abitazione, e il patrimonio mobiliare, di base, non deve essere superiore a 8 mila euro. Questo vale per chi è solo, mentre per le famiglie si tiene conto anche del reddito familiare. Il tetto di reddito Isee del percettore è stabilito di base a 6 mila euro e viene aumentato in funzione del numero dei componenti: 2.400 euro per i figli maggiorenni, 1.200 per quelli minorenni, fino ad arrivare a un massimo di 12.600 euro.

La pensione di cittadinanza

La pensione di cittadinanza sarà invece corrisposta agli anziani che vivono in un nucleo familiare composto solo da ultra sessantacinquenni. Oltre all’Isee non superiore a 9.360 euro, per ottenere il sussidio i pensionati non dovranno avere redditi familiari oltre 7.560 euro.