23 gennaio 2019
Aggiornato 12:00
La fiducia al Senato

Manovra, testo finale: cosa ha votato il Senato

Il testo della manovra passa ora in terza lettura alla Camera dove dovrebbe essere esaminato in commissione il 27 dicembre ed in aula il 28 e 29 dicembre per il via libera definitivo

Luigi Di Maio, Giuseppe Conte e Matteo Salvini
Luigi Di Maio, Giuseppe Conte e Matteo Salvini ANSA

ROMA - Via libera del Senato nella notte, tra forti polemiche, alla fiducia sul maxiemendamento alla legge di bilancio che passa ora alla Camera in terza lettura. Tra le principali novità dell'ultima versione della manovra, scritta dopo l'accordo con Bruxelles per evitare la procedura d'infrazione, arriva una nuova versione del «saldo e stralcio», uscito dal decreto fiscale, riservata a chi ha un Isee inferiore a 20mila euro; il taglio alle rivalutazioni delle pensioni a partire da 2.000 euro e che diventa consistente dai 2.500 euro in su; la riduzione delle pensioni d'oro; nuove clausole di salvaguardia Iva per 23 miliardi nel 2020 e 28,7 miliardi nel 2021 e nel 2022.

Vengono sensibilmente ridimensionate, almeno per il 2019, le disponibilità di fondi per i pilastri della 'manovra del popolo' con le risorse per quota 100 che scendono a circa 4 miliardi, quelle per il reddito di cittadinanza a 7 miliardi. I contributi pubblici al piano di investimenti si riducono di 2 miliardi nel 2019 e diventano 740 milioni, anche se il governo afferma di voler recuperare con i fondi strutturali europei.

L'approvazione della manovra è arrivata dopo una lunga bagarre durata tutta la giornata a Palazzo Madama con il voto slittato nella notte per alcuni errori contenuti nel «maxi». Il testo, arrivato nel primo pomeriggio dopo diversi rinvii, è arrivato in commissione bilancio per un passaggio che doveva essere poco più che formale. Ma prima dell'esame sono emersi diversi errori tecnici che hanno costretto governo, tecnici e il presidente della commissione Daniele Pesco a intervenire mentre le opposizioni chiedevano di vedere il testo.

Dopo il parere positivo chiesto e ottenuto da Pesco in commissione è ripresa dell'Aula ed è stata nuovamente sospesa per una conferenza dei capigruppo. La discussione è poi andata avanti tra forti polemiche dell'opposizione con il Pd che ha annunciato un ricorso alla Corte Costituzionale.

Il voto di fiducia è arrivato intorno alle 2.30 di questa mattina con 167 sì e 78 voti contrari, poi si è riunito il Cdm per nota di variazione e per l'approvazione di un decreto sulla regolamentazione degli Ncc stralciata dalla legge di bilancio. Il voto finale si è tenuto poco dopo le 3 con 163 voti favorevoli e 68 contrari. Il testo della manovra passa ora in terza lettura alla Camera dove dovrebbe essere esaminato in commissione il 27 dicembre ed in aula il 28 e 29 dicembre per il via libera definitivo.

Di seguito le principali novità contenute nel maxiemendamento emerse dopo l'accordo con l'Unione europea.

Saldo e stralcio per ISEE fino a 20.000 euro

Arriva l'estinzione dei debiti con il fisco senza sanzioni per gli omessi versamenti per i contribuenti, inclusi i professionisti, che hanno un Isee fino a 20.000 euro. Si pagherà in un'unica soluzione entro novembre 2019 o in 5 rate il 16% del dovuto con Isee fino a 8.500 euro, il 20% con Isee fino a 12.500 euro e il 35% con Isee fino a 20.000 euro.

Blocco delle rivalutazioni delle pensioni

Scure da oltre 2,2 miliardi di euro in tre anni sulle rivalutazioni delle pensioni a partire dagli assegni di 1.522 euro. Fino a 2.029 euro l'adeguamento sarà tagliato di 3 punti percentuali, fino a 2.537 euro il taglio salirà a 23 punti. La rivalutazione sarà poi sostanzialmente dimezzata per gli assegni fino a 3.042 euro (-48 punti) e fino a 4.049 euro (-53 punti). Il taglio salirà a 55 punti per gli assegni fino a 4.566 euro per arrivare a 60 punti percentuali per quelli superiori.

Taglio alle pensioni d'oro

Taglio da 239 milioni in tre anni delle pensioni sopra i 100.000 euro lordi l'anno. Gli assegni saranno ridotti per cinque anni del 15% per le prestazioni tra i 100mila e i 130mila euro l'anno, del 25% per quelli fino a 200mila euro l'anno, del 30% fino a 350mila euro l'anno, del 35% per gli assegni fino a 500mila euro l'anno e del 40% per quelli superiori.

Riduzione dei fondi per reddito e quota 100

I fondi per reddito di cittadinanza e quota 100 si riducono complessivamente di 4,7 miliardi di euro nel 2019 rispetto alla prima versione della legge di bilancio. In particolare, il fondo per il reddito di cittadinanza scende da 9 a 7,1 miliardi di euro (che salgono a 8,05 mld nel 2020 e 8,31 mld nel 2021) mentre quello per quota 100 scende da 6,7 a 3,9 miliardi di euro (che diventano 8,3 nel 2020 e 8,6 nel 2021).

Taglio del fondo pubblico per gli investimenti

Taglio di oltre 5 miliardi del fondo pubblico destinato agli investimenti. Il maxiemendamento riduce lo stanziamento dai 9 miliardi previsti in origine a 3,6 miliardi. In particolare per il 2019 si scende da 2,75 miliardi a 740 milioni, per il 2020 da 3 miliardi a 1,26 miliardi, per il 2021 da 3,3 miliardi a 1,6 miliardi.

Aumentate clausole di salvaguardia IVA

Le clausole di salvaguardia sull'Iva salgono a 23 miliardi per nel 2020 e a 28,7 miliardi nel 2021.

Rinviate le assunzioni nella P.A. e nelle Università

Congelate fino al 15 novembre 2019 le assunzioni nella pubblica amministrazione e fino al 1 dicembre 2019 nelle università con l'eccezione dei ricercatori con contratto in scadenza entro questo termine.

Aumento del piano di dismissioni immobiliari

Sale a 1,6 miliardi di euro il piano di dismissioni di immobili pubblici per il 2019. L'obiettivo di 640 milioni di euro già previsto è stato rivisto al rialzo di 950 milioni di euro.

Sgravi contributi INAIL del 32% per imprese

Confermati gli sgravi del 32% dei contributi Inail a carico delle imprese. La riduzione sarà pari a 410 milioni nel 2019, per salire a 525 milioni nel 2020 e a 600 milioni nel 2021.

Raddobbia l'IRES per le no-profit

Viene cancellata l'agevolazione Ires per gli enti non commerciali e le no-profit. L'aliquota, che era stata ridotta al 12%, torna a livello pieno al 24%.

Rimborsi risparmiatori senza arbitrato Consob

I rimborsi ai risparmiatori truffati dalle banche arriveranno senza l'arbitrato Consob ma con il parere di una Commissione istituita al Mef. I rimborsi, per un massimo di 100mila euro, saranno al 30% per gli azionisti e al 95% per gli obbligazionsiti. Sarà data priorità a chi ha un Isee inferiore a 35mila euro.

Tagli ai giornali e bonus per le edicole

Taglio di 28,5 milioni di euro alle riduzioni tariffarie previste per le società editrici, progressiva cancellazione di contributi a quotidiani e periodici e bonus fiscale fino a 1.500 euro per le edicole.

Web Tax del 3% su vendite digitali

Si punta a riattivare la web tax introdotta dalla scorsa manovra ma mai attuata. Viene introdotta una imposta del 3% sui ricavi digitali per le imprese con un fatturato di almeno 750 milioni di euro e vendite in Italia di almeno 5,5 milioni di euro.

Aumenta ancora il Preu sui giochi

Aumenta ancora il prelievo erariale unico sugli apparecchi da gioco. L'aliquota, già aumentata all'1,25% dal decreto dignità, sale ulteriormente all'1,40%.

Prorogate concessioni degli stabilimenti balneari

Non si applicherà per i prossimi 15 anni la direttiva Bolkenstein per la messa a gara delle concessioni balneari. Il rinvio viene esteso anche alle concessioni per finalità residenziali e abitative.

Incentivi per l'acquisto di nuovi decoder

Fondo di 151 milioni di euro per l'acquisto di Tv e decoder compatibili con il nuovo standard del digitale terrestre DVB T-2 dovuto al trasferimento delle frequenze per il 5G. Gli incentivi saranno validi fino al 2022.

Sconto fiscale per pensionati che si trasferiscono al Sud

Tasse al 7% per i pensionati che si sono trasferiti all'estero da almeno 5 anni e che tornano a risiedere in Italia in un paese del Sud sotto i 20mila abitanti.