6 dicembre 2019
Aggiornato 15:31
Manovra finanziaria

A Strasburgo Agea (M5s) attacca, Moscovici risponde: lo sanno tutti qual è il problema italiano

Botta e risposta sulla manovra italiana fra la capodelegazione del M5s al Parlamento europeo, Laura Agea, e il commissario Ue agli Affari economici e finanziari, Pierre Moscovici

La capodelegazione del M5s al Parlamento europeo, Laura Agea, e il commissario Ue agli Affari economici e finanziari, Pierre Moscovici
La capodelegazione del M5s al Parlamento europeo, Laura Agea, e il commissario Ue agli Affari economici e finanziari, Pierre Moscovici ANSA

STRASBURGO - Botta e risposta sulla manovra italiana ieri sera a Strasburgo fra la capodelegazione del M5s al Parlamento europeo, Laura Agea, e il commissario Ue agli Affari economici e finanziari, Pierre Moscovici. «Il dialogo fra la Commissione europea e il governo italiano è a un punto di svolta. Vi invitiamo a far prevalere il buon senso. Non attaccatevi ai decimali quando c'è un popolo intero che chiede cambiamento», ha detto Agea durante un'audizione della commissione Affari economici dell'Europarlamento a cui partecipavano Moscovici e il vicepresidente dell'Esecutivo comunitario Valdis Dombrovskis, responsabile per l'euro. «Siamo orgogliosi - ha continuato l'europarlamentare del M5s - della manovra italiana e delle misure che contiene. Il debito pubblico italiano non è il risultato di disavanzi primari scellerati ma è dovuto principalmente - ha sottolineato - alle politiche sbagliate dei governi precedenti, alla crescente spesa per interessi» e anche alle politica ci austerità imposte dalla Commissione, che hanno depresso la crescita. «Da troppi anni l'Italia è fanalino di coda in Europa per la crescita economica. Serve un cambio di passo che la Commissione dovrebbe sostenere perché è interesse di tutti in Europa avere un'economia italiana più forte» ha concluso Agea.

«Nessuna austerità cieca e brutale» - «La sua è stata una comprensibile arringa a favore nella manovra italiana, ma non sono le scelte politiche del governo l'oggetto di questa discussione», ha replicato Moscovici. «Non posso lasciar dire qui - ha osservato il commissario - che abbiamo imposto non so quale austerità cieca e brutale all'Italia». Secondo Bruxelles la Commissione ha usato tutta la flessibilità possibile per l'Italia, per le riforme strutturali, per gli investimenti, per tenere conto del ciclo economico, per la sicurezza e per le catastrofi naturali. Negli anni scorsi - ha ricordato - sono stati concessi così 30 miliardi di spesa pubblica non conteggiati nel deficit strutturale. A questi, poi bisogna aggiungere 45 miliardi di Fondi strutturali e di coesione dell'Ue e 10 miliardi di finanziamenti garantiti dal piano Juncker per gli investimenti strategici. «Nessuno può dire che l'Europa abbia impedito all'Italia di condurre una politica forte di crescita, e in particolare di investimenti», ha puntualizzato Moscovici.​​​​​​​

Il problema? La mancanza di competitività - Tutti gli economisti - ha continuato il commissario - stimano che la causa essenziale della debolezza della crescita dell'Italia sta nella sua mancanza di competitività. «Sono le riforme che affrontano questa causa, mi sembra, ciò che può rilanciare la crescita. Osserviamo la realtà, con la crescita e stagnante, e la fiducia degli operatori economici che chiede di essere confortata». Moscovici ricorda poi che la Commissione e tutte le altre istituzioni internazionali non hanno le stesse previsioni di crescita del governo italiano, che sono più alte. Questo, secondo il commissario, «giustifica un dialogo rispettoso che speriamo porterà i suoi frutti e speriamo che ognuno comprenderà la legittimità dell'altro. Noi - ha puntualizzato - non discutiamo la legittimità del governo o delle politiche da esso condotte. Ma affermiamo la legittimità delle regole comuni, e della flessibilità e intelligenza con cui la Commissione le applica, e ci preoccupiamo che le regole siano comprese nello stesso modo», ha concluso Moscovici.