15 dicembre 2018
Aggiornato 19:00

A Torino la grande mobilitazione degli imprenditori per il «sì Tav»: 50mila lavoratori in più in 11 anni

12 associazioni in campo per dire sì alla linea ad alta velocità Torino-Lione, ma l’obiettivo è quello di lanciare un segnale forte per lo sblocco delle opere infrastrutturali del paese

I partecipanti alla manifestazione Sì Tav in Piazza Castello a Torino
I partecipanti alla manifestazione Sì Tav in Piazza Castello a Torino (Alessandro Di Marco | ANSA)

TORINO - Si parte dalla linea ad alta velocità Torino-Lione, ma l’obiettivo è quello di lanciare un segnale forte per lo sblocco delle opere infrastrutturali del paese. Il capoluogo piemontese accoglie il fronte degli imprenditori con a capo Confindustria che terrà un proprio Consiglio generale, a sostegno del fronte del Sì alla realizzazione della Tav. Sono 12 le associazioni imprenditoriali che oggi si riuniranno alle ex Ogr per dire sì alla Tav, alle infrastrutture, alla crescita. I principali protagonisti dell’industria, del commercio, dell’artigianato, dell’agricoltura e della cooperazione non si rassegnano all’immobilismo.

Iniziativa aperta a tutte le categorie
Il luogo scelto per l’iniziativa è evocativo: le ex-Officine Grandi Riparazioni, in passato stabilimento di manutenzione di veicoli ferroviari. È da qui che partirà il dibattito, con l’auspicio che presto il governo possa riaprire i cantieri della Torino-Lione. L’iniziativa è aperta alle altre categorie e hanno dato la loro adesione anche Confcommercio e Confartigianato, oltre all’Ance, l’associazione dei costruttori edili. Ci saranno anche Confapi, l’associazione piccole e medie imprese, gli artigiani della Cna, Confesercenti, Confagricoltura, Lega delle Cooperative e Confcooperative. Sono attesi circa 1500 imprenditori che potrebbero salire anche al oltre 2 mila in avvio di una settimana che potrebbe rivelarsi decisiva per le sorti dell’opera e giocando d’anticipo alla manifestazione che i No Tav hanno in programma per l’8 dicembre.

Boccia e l'idea di sviluppo della città
Oltre al luogo scelto, Torino, anche la data ha un suo significato: cade infatti a ridosso delle risultanze della commissione di analisi tra costi e benefici voluta dal ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Danilo Toninelli, sulla grandi opere. L’analisi costi-benefici, per quanto riguarda la Tav, ha chiarito il ministro, è stata completata e ora si attende il parere dell’Avvocatura di Stato sull’analisi tecnico-giuridica. Sulla Tav è chiara la posizione di Confindustria. Per il presidente degli industriali, Vincenzo Boccia, la questione sulla realizzazione o meno della Torino-Lione riguarda soprattutto l’idea di sviluppo che si vuol dare al paese, perché solo realizzando le opere infrastrutturali si cerano nuovi posti di lavoro e si sostengono le imprese nella loro battaglia alla competitività in chiave europea. «A noi imprenditori non interessa fare l’opposizione - ha dichiarato Boccia -. Non è questo il nostro compito, anche se la debolezza dell’opposizione politica è un problema per la nostra democrazia. Lanciamo un allarme: senza crescita rischiamo di finire dentro un’altra recessione».

50 mila lavoratori in più?
Il presidente del Cna, Daniele Veccarino, si scaglia invece contro le scelte dell’esecutivo. «Non siamo per la politica dei «No», ma per quella dei «sì» per far crescere un’economia che arranca. Non si possono mettere in dubbio cose già avviate». Ci sarebbero poi le conseguenze positive per il Pil messe in luce dal consigliere di Legacoop, Giancarlo Gonella, secondo cui «è stato calcolato che questo lavoro produrrà nei prossimi 11 anni un incremento dell’occupazione di 50 mila lavoratori». Il prossimo appuntamento tra il governo ed i rappresentanti delle associazioni è previsto il 5 dicembre a Palazzo Chigi. Intanto l’8 sarà di scena a Torino la manifestazione No Tav. Lo scontro è aperto.