12 dicembre 2019
Aggiornato 08:30
Economia

La risposta del governo alla bocciatura "europea" della manovra

Tria invita alla calma: «Drammatizzare il dissenso con l'Ue danneggia tutti». Di Maio rassicura: «Vogliamo ridurre il debito, l'Europa si convincerà»

Luigi Di Maio, Giuseppe Conte, Matteo Salvini e Giovanni Tria
Luigi Di Maio, Giuseppe Conte, Matteo Salvini e Giovanni Tria ANSA

ROMA - Le parole di Valdis Dombrovskis, vicepresidente della Commissione europea, potevano essere pura benzina sul fuoco. Mai prima d'ora un esponente di Bruxelles aveva usato toni di (quasi) giubilo per annunciare - su Twitter - la "vendetta europea" contro un Paese membro: «Oggi la Commissione europea ha compiuto un passo risoluto (decisive step) verso una procedura per deficit eccessivo contro l'Italia». Parole forti, che vanno oltre i toni usati nell'intervista con la Cnbc poco dopo l'annuncio della bocciatura della manovra: «La strategia di espansione della manovra non funziona ed è nell'interesse dell'Italia che il governo proceda a una correzione di rotta». E non è un caso che nella nota diramata dopo il parere negativo di Bruxelles il ministro dell'Economia, Giovanni Tria, abbia chiaramente espresso il suo disappunto. Anche se non ha citato chiaramente l'ex primo ministro lettone: «Ritengo che la drammatizzazione del dissenso tra Italia e Commissione europea danneggi l'economia italiana e di conseguenza l'economia europea».

Il governo italiano prova il dialogo
La linea decisa in queste ore da Palazzo Chigi è però chiara: evitare per quanto possibile lo scontro, cercare il dialogo. E - in questo caso - far finta di non aver letto il tweet di Dombrovskis, limitandosi ad analizzare le sue motivazioni e non i messaggi social. Il vicepresidente della Commissione europea ha spiegato che «non siamo ancora alle sanzioni» e che c'è ancora, per il governo italiano, «l'opportunità di prendere misure correttive ed è nel loro interesse, visto il rialzo dei tassi che sta intaccando l'economia italiana, il credito, i consumi delle famiglie e la fiducia». Un chiaro invito al dialogo. Raccolto da Tria e, poco più tardi, da Di Maio. Il ministro dell'Economia ha infatti sottolineato l'impegno del governo «a continuare il dialogo con la Commissione alla ricerca di una soluzione condivisibile nell'interesse reciproco». E anche se «con rammarico» da Palazzo Chigi hanno preso atto che la Commissione «non ha ritenuto di condividere le ragioni del bilancio programmatico italiano» sono convinti «esso assicuri il totale controllo dei nostri conti pubblici nei limiti della moderata politica espansiva resa necessaria dal rallentamento dell'economia europea ed italiana che noi vogliamo contrastare».

Di Maio: «Vogliamo ridurre il debito, l'Europa si convincerà»
Altro messaggio distensivo, o quantomeno non polemico, arriva dal vicepremier Luigi Di Maio che, su Facebook, si è detto convinto che «sia noi che l'Europa vogliamo la stessa cosa: ridurre il debito. E l'Unione europea si convincerà che, per raggiungere l'obiettivo, abbiamo scelto l'unica strada che funziona: aiutare le famiglie e le imprese, creare nuove opportunità di lavoro per i giovani». Perché «è così che l'Italia finalmente potrà crescere».