17 settembre 2019
Aggiornato 02:00
Manovra finanziaria

Di Maio: "Eletti per superare l'austerity". E sugli immobili dello Stato: "Non tocchiamo i gioielli di famiglia"

Tutto confermato. Incontrando i cronisti in tarda serata Di Maio chiarisce: "Potremo fare più soldi dal taglio di quello che non serve"

ROMA - Tutto confermato. Incontrando i cronisti fuori da Palazzo Chigi in tarda serata Luigi Di Maio chiarisce subito di voler rassicurare gli italiani. «La manovra non cambia né nei saldi né nella previsione della crescita. Abbiamo detto chiaramente che ci impegniamo a mantenere il 2.4% di deficit, e il Pil all’1,5%» ma «reddito cittadinanza, riforma Fornero, soldi ai truffati dalle banche restano». "Non facciamo i furbi, non ci sono nuove clausole di salvaguardia, invece c'è tutto quello che avevamo promesso nel programma". L'obiettivo è sempre tenere il deficit entro il 2,4% del Pil. "Per quanto riguarda eventuali clausole di salvaguardia il nostro obiettivo è il 2,4% di deficit perché crediamo nella crescita all'1,5%" replica il leader M5s. "Non abbiamo aggiunto niente a quello che già leggete nella legge di bilancio, quindi non ci sono novità legislative ma c'è l'impegno a mantenere quelli che sono i saldi indicati. Quindi non facciamo i furbi sul deficit ma allo stesso tempo manteniamo gli impegni con gli italiani".

"Eletti il 4 marzo per superare l'austerity"
"Siamo stati eletti il 4 marzo per superare l'austerity" spiega il vicepremier. "Tutte le autorità che si sono espresse su questa manovra di bilancio dicono 'ma voi state andando in controtendenza rispetto al passato, siete l'unico paese europeo che non va nella direzione degli altri'. Per questo siamo stati eletti il 4 marzo, per superare l'austerity per fare manovra espansive, per mettere soldi freschi». E questo vogliono fare: "Il 2019 sarà l'anno del cambiamento" annuncia ancora Di Maio. Reddito di cittadinanza, pensioni di cittadinanza, superamento della Fornero con quota 100, risparmiatori truffati che saranno rimborsati: tutti questi provvedimenti non cambiano.

Dismissione degli immobili, sì ma quali?
Poi una precisazione sugli immobili di Stato. "Nella lettera a Bruxelles abbiamo detto che aumentiamo la valorizzazione dei nostri immobili, delle dismissioni dei nostri immobili, potremmo fare più soldi dal taglio e dalla dismissione di quello che non serve degli immobili di proprietà dello Stato». spiega Di Maio, che però non fornisce indicazioni sulle cifre affermando che aspetta che le quantificazioni le dia il ministro Tria nella lettera inviata all'Europa. "Nel programma di dismissioni non ci sono i gioielli di famiglia, stiamo palando di immobili, di beni secondari dello Stato e sicuramente avrà un effetto positivo sul debito». Quindi nessuna quota delle controllate quotate in Borsa.

Governo battuto, Di Maio: non sono preoccupato
Ma c'è una nota dolente per il governo, per la prima volta battuto al Senato su un emendamento al decreto Genova: quello più discusso, ovvero il condono per la ricostruzione delle case crollate a Ischia durante il terremoto di agosto 2017. La norma è passata grazie ai ‘dissidenti’ del Movimento 5 stelle, in particolare con l’astensione di Paola Nugnes e il voto favorevole di Gregorio De Falco. Va sottolineato che si tratta di un passaggio nelle commissioni riunite Ambiente e Lavori pubblici, dunque la maggioranza può rimettere tutto come prima quando il provvedimento arriverà in aula. Però questa è la prima volta che la maggioranza giallo-verde viene battuta nelle aule parlamentari. «Non sono preoccupato, il decreto sarà approvato dal Senato in ultima lettura ma è un fatto gravissimo che due senatori del M5s, uno si sia astenuto e un altro abbia votato con Forza Italia. Non e’ un caso isolato, da settimane arrivano segnali di dissenso».