17 settembre 2019
Aggiornato 12:30
Economia

I numeri "premiano" il reddito di cittadinanza

In audizione alla Camera sulla manovra l'allarme crescita dell'istituto di statistica. Che però guarda con favore alla misura di contrasto alla povertà

Il vice premier e ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico, Luigi Di Maio
Il vice premier e ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico, Luigi Di Maio ANSA

ROMA - L'Istat lancia l'allarme sulla crescita: per raggiungere gli obiettivi di crescita del governo per il 2018 (+1,2%) sarebbe necessaria «una variazione congiunturale del Pil dello +0,4%», ha detto il presidente facenti funzioni dell'Istat, Maurizio Franzini, nel corso di un'audizione alla Camera sulla manovra ricordando la crescita zero del terzo trimestre. A questi dati si aggiungono quelli dell'Ufficio parlamentare di bilancio secondo cui chi deciderà di andare in pensione con quota 100 subirebbe una riduzione della pensione lorda «da circa il 5 al 30%». Ma un dato positivo, nella manovra, c'è. Ed è il reddito di cittadinanza che potrebbe portare a un aumento del Pil dello 0,2% rispetto allo scenario base. Questa reattività potrebbe essere più elevata, e pari allo 0,3%, nel caso in cui si consideri l'impatto del reddito di cittadinanza come uno shock diretto sui consumi delle famiglie.

Il M5s festeggia i dati Istat
«Nel corso dell'audizione sulla manovra di fronte alle commissioni congiunte Bilancio di Camera e Senato, il presidente pro tempore dell'Istat Maurizio Franzini ha fornito conferme importanti sul positivo impatto economico che la misura avrà sul Pil italiano. Un impatto che comporterebbe un aumento fino allo 0,3% del Pil». Ad affermarlo sono i deputati della Commissione Bilancio della Camera del MoVimento 5 Stelle. «La valutazione dell'Istat conferma quanto andiamo dicendo da tempo: il reddito di cittadinanza è una importante misura per il sostegno dei consumi e il rilancio della domanda interna. Le stime del governo sulla manovra del popolo sono prudenziali e siamo convinti che, come dimostra l'analisi Istat, i fatti lo confermeranno. Andiamo avanti decisi e fiduciosi. Il 2019 sarà l'anno del Cambiamento».

I numeri della povertà
Spaventosi, ad oggi, sono i numeri delle famiglie in povertà assoluta. Proprio quelle famiglie a cui guarda il reddito di cittadinanza: in tutto sono circa 1,8 milioni, pari al 6,9% delle famiglie italiane (il 5,4% di quelle del Nord, il 5,1% di quelle del Centro e il 10,3% di quelle del Mezzogiorno). Un insieme che corrisponde a poco più di 5 milioni di individui: l'8,4% dell'intera popolazione (il 7,0% del Nord, il 6,4% del Centro e l'11,4% del Mezzogiorno). Come più volte ribadito, il reddito di cittadinanza sarà di importo "pieno" (780 euro) per chi paga un affitto mentre sarà inferiore (in base al calcolo Isee) per chi ha una cosa di proprietà. Le famiglie in povertà assoluta che non sono in affitto (56,3%) - sottolinea l'Istat - si dividono in due sottogruppi: coloro che abitano in case di proprietà (40,7%) e coloro che hanno case in usufrutto o in uso gratuito (15,6%). Tra le famiglie che vivono in una casa di proprietà, sottolinea l'Istituto di statistica, quasi una su cinque paga un mutuo, di importo mensile medio pari a 525 euro (564 euro Nord; 480 euro Centro, 387 euro Mezzogiorno).