20 febbraio 2020
Aggiornato 12:30
Manovra finanziaria

Anche Mattarella scrive una lettera a Conte: «Con Bruxelles confronto» e non scontro

Il presidente della Repubblica manda un chiaro messaggio al governo: «Tutelare gli interessi fondamentali dell'Italia a partire dai risparmi dei cittadini»

Il premier Giuseppe Conte con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella
Il premier Giuseppe Conte con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ANSA

ROMA - «Desidero rivolgermi al Governo, nel comune intento di tutelare gli interessi fondamentali dell'Italia, con l'obiettivo di una legge di bilancio che difenda il risparmio degli italiani, rafforzi la fiducia delle famiglie, delle imprese e degli operatori economici e ponga l'Italia al riparo dall'instabilità finanziaria». Inizia così la lettera che il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha inviato al governo Conte nell'autorizzare la presentazione alle Camere del disegno di legge di bilancio, invita il governo a mantenere vivo il confronto con Bruxelles.

Il messaggio di Mattarella
Difendere il risparmio degli italiani; rafforzare la fiducia delle famiglie, delle imprese e degli operatori economici; porre l'Italia al riparo dall'instabilità finanziaria. Questi i punti centrali della lettera del Capo dello Stato al presidente del Consiglio. «A questo scopo - conclude la lettera -  sulla base di quanto disposto dalla Costituzione agli articoli 81, 97 e 117, delle valutazioni dell'Ufficio parlamentare di bilancio, previsto dalla legge costituzionale n. 1 del 2012, delle osservazioni e della richiesta avanzate dalla Commissione europea, è mio dovere sollecitare il Governo a sviluppare - anche nel corso dell'esame parlamentare - il confronto e un dialogo costruttivo con le istituzioni europee».

Il Quirinale teme lo scontro con Bruxelles
Uno scontro con Bruxelles, come testimoniato dalle reazioni dei mercati dopo la bocciatura della manovra da parte dell'Ue, non converrebbe a nessuno. Il rischio è continuare a vedere lo spread volare alto. Spread che da giorni non schioda da quota 300. E le parole del presidente della Repubblica testimoniano come le parole del Governatore della Banca d'Italia, Ignazio Visco, siano più di un semplice campanello d'allarme per l'equilibrio della finanza pubblica dopo il previsto aumento di 5 miliardi di aggravio sul costo del debito.