20 ottobre 2018
Aggiornato 08:00

Ora la guerra è (anche) tra governo e Fondo Monetario Internazionale

Il Fmi taglia le stime del Pil a tutta l'eurozona. L'Italia sempre più fanalino di coda. Ma il governo attacca: «Previsioni da riaggiornare in rispetto alla manovra»

ROMA - Le revisioni al ribasso sulle previsioni di crescita dell'area euro da parte del Fondo monetario internazionale, con la conferme delle attese di crescita sull'Italia ( 1,2 per cento quest'anno e 1 per centro per il prossimo) che fanno della Penisola il paese con i tassi di espansione più limitati d'Europa (a livello G7 solo il Giappone è messo peggio, con 1,1 e 0,9 per cento) non spaventano il governo Conte. Anzi. Il premier, parlando con i giornalisti al suo arrivo alla facoltà di Giurisprudenza dell'Università di Firenze, è già partito all'attacco: «Le previsioni dovrebbero essere riaggiornate nel rispetto della nostra nota di aggiornamento del Def, le abbiamo esplicitate e ovviamente il rapporto deficit-Pil è il primo anno del 2,4%, però abbiamo già previsto che la nostra manovra al terzo anno scenda sotto al due».

Conte guarda (già) al terzo anno
Il progetto del governo Conte è a lungo termine, tanto che il premier si è già lanciato verso il terzo anno: «Arriveremo intorno all'1,8%» del rapporto deficit-Pil. «Per quanto riguarda il rapporto debito-Pil noi lo conterremo» ha poi spiegato. «Il problema è semplicemente che se avessimo proseguito le manovre fin qui fatte saremmo sempre il fanalino di coda per quanto riguarda la crescita in Ue». Quindi? «Confidiamo che la crescita sarà superiore (alla stima dell'Fmi, ndr) e vi preannuncio che domani pomeriggio a Palazzo Chigi si riunirà la cabina di regia per gli investimenti. Sono state invitate le più grandi aziende partecipate del nostro paese e siamo a vantare quale sarà un piano addizionale per gli investimenti» per rilanciare «seriamente la crescita».

Tria: «Troppa prudenza e pessimismo»
Diversa la lettura fornita dal ministro dell'Economia, Giovanni Tria, che nel corso di un'audizione sulla Nadef presso le commissioni Bilancio congiunte di Camera e Senato ha messo nel mirino le stime di finanza pubblica programmatiche: «Sono ispirate da approccio prudenziale». Per Tria «la previsione si basa su ipotesi caute se non addirittura pessimistiche e penso che le stime possano essere ampiamente superate». Niente passi indietro quindi: «Scommetere sui cittadini non è solo un modo nuovo di agire, ma anche coraggioso che non vuol dire impavido e irresponsabile». L'obiettivo del governo - ha ribadito - «è di avere stabilità finanziaria che non può essere raggiunta senza stabilità sociale: è il momento di prendere decisioni coraggiose superando il passato».

Ora confronto con la Commissione Europea
Inevitabile un passaggio sulla Commissione Europea, che ha «espresso preoccupazione» - ha confermato il ministro - sullo scostamento dal percorso programmato sulla riduzione del deficit. «Inizia adesso una fase di confronto costruttivo sulla strategia di crescita del governo delineato nella manovra». E in questo confronto «voglio dichiarare il mio accordo con il Presidente della Camera, sulla necessità di abbassare i toni».