20 ottobre 2018
Aggiornato 23:30

Tria in audizione: «Vi spiego perché la manovra è coraggiosa, ma non impavida o irresponsabile»

«Essere coraggiosi non vuol dire essere irresponsabili». Con queste parole il ministro dell'Economia è intervenuto in audizione alla Camera sulla nota di aggiornamento al Def
Il ministro dell'Economia e delle Finanze, Giovanni Tria, in audizione alla Commissione di Bilancio riunite di Camera e Senato a Roma
Il ministro dell'Economia e delle Finanze, Giovanni Tria, in audizione alla Commissione di Bilancio riunite di Camera e Senato a Roma (Alessandro Di Meo | ANSA)

ROMA - I risultati di crescita precedenti non hanno consentito nel passato decennio di diminuire il debito pubblico, che è aumentato anche in rapporto al Pil. A questo punto il governo si è posto l'obiettivo di ridurre «sensibilmente», entro i primi due anni di legislatura, il divario di crescita con l'Eurozona e conseguire una prima diminuzione significativa del rapporto debito-Pil nell'arco del prossimo triennio. «Essere coraggiosi non vuol dire essere irresponsabili». Con queste parole il ministro dell'Economia Giovanni Tria è intervenuto in audizione alla Camera sulla nota di aggiornamento al Def, e ha voluto ribadire che le tensioni in corso sui mercati sono dovuti al «dubbio sul cosiddetto piano B», che «stiamo ripetendo che non c'è. Crediamo che spiegando la manovra possa scendere lo spread, pensiamo possa scendere a livello normale, finora non c'è stata un'esplosione».

La manovra consentirà anche la riduzione dell'Iva
La buona notizia è che è stato fissato per il 2019 l'obiettivo di indebitamento netto del 2,4%, superiore di sei decimi di punto al valore stimato per il 2018, che, assicura il ministro, consentirà anche la disattivazione dell'aumento dell'Iva per il 2019. Per il 2020 e il 2021 il deficit sarà al 2,1% e all'1,8%. All'interno di questi obiettivi troverà spazio la riduzione di aumenti Iva per 5,5 miliardi nel 2020 e per 4 miliardi nel 2021. La leva principale per abbassare il debito pubblico è, e resta, la crescita, Tria e il governo tutto ne sono convinti. Dieci anni dopo la crisi, l'Italia è in una situazione di ritardo inaccettabile nella crescita di economia e occupazione. E dunque serve portare avanti queste scelte. Le uniche che possano realisticamente traghettarci fuori dal disastro certo.

Abbassare i toni, ma la manovra è «coraggiosa, non impavida o irresponsabile»
Riguardo al rapporto teso con Bruxelles Tria si dice d'accordo col presidente della Camera Roberto Fico sulla necessità di abbassare i toni. Questa manovra è «coraggiosa ma non impavida o irresponsabile», le stime di crescita sono prudenziali ed «ampiamente oltrepassabili». La stabilità finanziaria non può essere raggiunta senza stabilità sociale. E allora «è il momento di prendere decisioni coraggiose al contrario dei governi precedenti». Com'è noto la Commissione Ue ha espresso forti preoccupazioni circa la modifica del percorso programmatico. «Ora si apre una fase di confronto costruttivo con la Commissione» dice il ministro, «che potrà valutare le fondate ragioni della strategia di crescita del governo delineata dalla manovra».

«Investimento di cittadinanza»
Nel nostro Paese oggi ci sono 17,4 milioni di persone in difficoltà, continua il capo del MEF, e quindi il reddito di cittadinanza deve essere visto come «un investimento di cittadinanza, sulle sue componenti più vulnerabili, perché tornino a essere parti attive della vita lavorativa della società». Uno strumento per sostenere le categorie vulnerabili, dunque, che «hanno sofferto la crisi e soffrono della transizione tecnologica». E, aggiunge, l’intervento «eliminerà sacche di povertà non accettabili nel settimo Paese del mondo». E’ dunque «condizione necessaria» intervenire con decisione per evitare sentimenti contrari al libero commercio e l’insorgere di sentimenti contrari all’Europa. «Non si sta sui mercati globali senza reti di protezione per i perdenti».

Pensioni e ponte Morandi
Tria si è espresso anche sul nodo pensioni. Ci sarà una «temporanea ridefinizione delle condizioni per il pensionamento, la creazione di finestre specifiche» per consentire al mercato del lavoro di stare al passo con i processi tecnologici e di accelerare il rinnovamento, assumendo nuove persone con nuovi profili. Diverso quindi dal sistema attuale che garantisce la stabilità finanziaria di lungo periodo ma nel breve «frena il fisiologico turnover» con «i giovani che restano fuori e gli anziani che non possono uscire». Infine, un riferimento alla tragedia del ponte Morandi e alle relative richieste che verranno fatte a Bruxelles per affrontare la ricostruzione: «E’ intenzione del governo chiedere il riconoscimento della flessibilità alla Commissione europea per un piano di investimenti straordinario di messa in sicurezza e manutenzione della rete infrastrutturale italiana che, con il crollo del Ponte Morandi a Genova, ha tragicamente dimostrato deve essere affrontata con urgenza».