19 ottobre 2019
Aggiornato 12:00
Pensioni

Pensioni, ora è scontro aperto tra Di Maio e Fornero

L'ex ministra del governo Monti attacca: «Se si abbassa l'età si riducono anche le pensioni». Il capo politico del M5s: «Ha ancora il coraggio di parlare?»

ROMA - L'attacco: «Quando sei al governo non puoi continuare a promettere cose irrealizzabili». La risposta: «Ha ancora il coraggio di parlare? Lei che ha sulla coscienza milioni di italiani e che con la sua riforma lacrime e sangue ha creato i poveri di oggi?». Un botta e risposta a distanza, come mai si era visto prima. I protagonisti sono l'ex ministro del Lavoro del governo Monti, Elsa Fornero, e il ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico, Luigi Di Maio. Uno scontro che, mai come stavolta, entra nel cuore della riforma che il governo del cambiamento sta per presentare. Al centro l'ormai famosa 'Quota 100' e un'età pensionabile minima pari a 62 anni.

Cosa ci sarà nella riforma delle pensioni
Per capire i motivi dello scontro tra Elsa Fornero e Luigi Di Maio dobbiamo entrare nel cuore della riforma delle pensioni. Inizialmente si era partiti, per raggiungere la famosa «quota 100» (anni di contribuzione + età del lavoratore), da un'età pensionabile di 64 anni (e quindi con 36 anni di contributi). Per Salvini, però, i 64 anni di età anagrafica erano un paletto «troppo alto». Da qui la modifica della proposta che porta l'età a 62. Quindi gli anni di contribuzione passerebbero a 38. Ma a Salvini potrebbe non bastare e non ci sarebbe da sorprendersi se, alla fine, si arriverebbe a una riforma con una soglia sostanzialmente senza vincoli, superando, così, la Legge Fornero. Al momento, però, attenendosi alle parole di Luigi Di Maio, nella prossima legge di bilancio dovremmo trovare la quota 100 e il pensionamento con 42 anni di contributi a prescindere dall’età.

I costi della riforma
A fornire un primo 'bilancio' dei costi di questa riforma è stato - in occasione del rapporto annuale - il presidente dell’Inps Tito Boeri. Secondo le stime dell'istituto di previdenza una quota 100 «pura» (senza quindi alcun vincolo) costerebbe fino a 20 miliardi l’anno. Con un minimo di 64 anni di età anagrafica il peso scenderebbe a 18 miliardi che calerebbero fino a 16 miliardi con una soglia minima di 65 anni. Mantenendo invece la legislazione vigente sui requisiti di anzianità contributiva con i 64 anni, il costo a regime sarebbe di 8 miliardi l’anno e 4 miliardi nel primo anno di applicazione. Ed è per questo che il presidente Inps in più di una occasione ha avvertito che «tornare indietro del tutto rispetto alla Fornero non è possibile». Inoltre, sempre secondo le stime dell'Inps, ripristinare le pensioni di anzianità con quota 100 o 41 anni di contribuzione «significa far salire da subito la platea dei pensionati di 750mila persone».

Le critiche di Elsa Fornero
Nelle ultime ore su Rai Radio 2 l'ex ministro Elsa Fornero ha espresso forti dubbi sull'ipotesi di riforma delle pensioni proposta dal governo: «Quella che ora si propongono di realizzare è una controriforma delle pensioni ma in ballo non c'è solo il presente ma ciò che accadrà un domani. Il domani di chi oggi è giovane e di chi deve addirittura ancora nascere». Per l'ex ministro «non si può fare una controriforma delle pensioni senza considerare la realtà demografica del Paese: abbassando l'età pensionabile le pensioni saranno minori, dando così vita ai nuovi poveri del domani».

La rabbia di Luigi Di Maio
«La Fornero ha ancora il coraggio di parlare per dire che non si può abbassare l’età pensionabile come invece vogliamo fare con la Manovra del Popolo». Luigi Di Maio è una vera e propria furia. Nel mirino, la ministra «che ha sulla coscienza milioni di italiani e che con la sua riforma lacrime e sangue ha creato i poveri di oggi». Il superamento della sua legge, per Di Maio, «è certo, come è certa l’introduzione della pensione di cittadinanza che aumenta la pensione minima a 780 euro». Poi l'attacco si sposta sul politico: «Loro hanno causato lacrime e sangue per i comuni cittadini, ma hanno lasciato i vitalizi e le pensioni d’oro per i privilegiati. Con la Manovra del Popolo faremo esattamente il contrario. Aiutiamo i deboli e eliminiamo i privilegi dei potenti. La Fornero, Monti, Letta, Renzi sono solo un brutto ricordo».