15 novembre 2018
Aggiornato 09:00

Nazionalizzare e togliere la logica del profitto: così Di Maio ripensa le autostrade. Ma Toti non ci sta

E' scontro aperto tra il ministro dello Sviluppo economico e il presidente della Regione Liguria
Il vicepremier e ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio
Il vicepremier e ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio (ANSA/ANGELO CARCONI)

GENOVA - L'"unica soluzione» per la rete autostradale è la «nazionalizzazione». Luigi Di Maio, con un lungo post su Facebook, si allinea al ministro del MIT Danilo Toninelli: «Non possiamo lasciarle ad Autostrade: non siamo affetti dalla sindrome di Stoccolma", sottolinea. Per il vicepremier e ministro dello Sviluppo economico le altre opzioni sono due: "O darle a uno degli altri due concessionari autostradali, ossia passare dalla padella alla brace. O darle agli stranieri, ma non possiamo mettere un’altra infrastruttura strategica in mani straniere, come hanno fatto in passato i partiti, ad esempio per le telecomunicazioni. E’ compito dello Stato gestire queste infrastrutture e garantire ai cittadini un servizio all’altezza delle attese (e delle spese)» ha detto Di Maio.

Via la logica del profitto
Il leader del M5s promette di uscire «dalla logica del profitto: faremo pagare meno i pedaggi, faremo molta più manutenzione e introdurremo innovazioni tecnologiche per migliorare la sicurezza e la mobilità. Chi blatera che nazionalizzare è antiliberale, si faccia un giro in Germania dove le autostrade sono pubbliche e gratuite per tutti, tranne che per i camion». Per inciso, i soldi dei pedaggi dei mezzi pesanti saranno utilizzati dallo Stato tedesco per investire 7 miliardi di euro nelle infrastrutture stradali, "non andranno certo a riempire le tasche di qualche famiglia amica di chi governa» precisa Di Maio.

Toti contro
Secca la replica al vicepremier da parte del governatore della Regione Liguria Giovanni Toti, nonché commissario per l'emergenza dopo il crollo di Ponte Morandi: "C'è chi parla troppo, fa poco e mistifica la realtà. Il ministro Luigi Di Maio sa bene che al di là delle chiacchiere quel ponte è ancora oggi nella concessione di Autostrade. Quindi è Autostrade che deve pagare la ricostruzione e presentare un piano lavori". Che poi lo possa fare Fincantieri o un'altra azienda di Stato - ha sottolineato Toti - già abbiamo detto di essere tutti d'accordo. Quindi: "Autostrade dia l'incarico di costruire il ponte ad un'azienda pubblica. O Genova e la Liguria devono aspettare anni di liti giudiziarie o anni di dibattito parlamentare per riavere il proprio ponte? Grazie a ragionamenti come questo qualcuno ci ha già fatto perdere tante opportunità, vedi la Gronda. Non si onora la memoria delle vittime ritardando la ricostruzione del ponte. Dal governo - ha concluso il governatore della Liguria - mi aspetto fatti, non parole, men che meno polemiche".

Marattin (Pd): Di Maio vuole aziende di stato
Contro Di Maio anche il parlamentare Pd Luigi Marattin: "Luigi Di Maio vuole "aziende di stato" per gestire "le autostrade come le strade di Roma. Il Presidente Di Maio, della Repubblica venezuelana Italiana, ha trovato la soluzione: le aziende di Stato. In altre parole, vuol gestire le autostrade italiane come la Raggi gestisce le strade di Roma" ha attaccato.