19 agosto 2018
Aggiornato 23:00

«Pesano le incertezze politiche»: come da copione il Fmi taglia le stime di crescita sull’Italia

Puntuale come un orologio svizzero, ecco che arriva anche il Fondo monetario internazionale
La direttrice del Fondo Monetario Internazionale Christine Lagarde con la cancelliera tedesca Angela Merkel
La direttrice del Fondo Monetario Internazionale Christine Lagarde con la cancelliera tedesca Angela Merkel (EPA/OMER MESSINGER)

WASHINGTON - Puntuale come un orologio svizzero, ecco che arriva anche il Fondo monetario internazionale a mettersi di traverso. L'istituzione di Washington ha rivisto al ribasso le previsioni di crescita economica sull’Italia, avvertendo che le tensioni che si sono create a causa della «incertezza politica» peseranno sui livelli di domanda. Solito copione, trito e ritrito, ma questa gente non scherza e dunque prepariamoci al peggio. Ora, sul 2018, l'Fmi pronostica una espansione del Pil limitata all’1,2 per cento, mentre sul 2019 la crescita dovrebbe segnare una moderazione al più 1 per cento. Si tratta, rispettivamente, di 0,3 e 0,1 punti percentuali di crescita in meno rispetto alle stime dello scorso aprile. Confermata invece al 3,9 per cento, sia sul 2018 che sul 2019, la crescita globale, secondo questo parziale aggiornamento del World Economic Outlook.

"L'incertezza pesa", ma va?
Nello studio il Fondo Monetario spiega che sulla Penisola le previsioni sono state tagliate dopo il rallentamento dell’attività del primo trimestre. «In Italia – afferma poi l’istituzione – ci si attende che l’allargamento degli spread e l’inasprimento delle condizioni finanziarie che si sono verificati in seguito all’incertezza politica, pesino sulla domanda interna». Incertezza politica = aumento spread = crisi. Facile, regolare, non fa una piega.

E gli altri?
Ma revisioni al ribasso di portata analoga a quella italiana hanno riguardato l’insieme dell’area euro (2018 +2,2%; 2019 +1,9), assieme a Germania (+2,2% e +2,1%) e Francia (+1,8% e +1,7%). La scorsa settimana anche la Commissione europea aveva effettuato revisioni al ribasso di dimensioni paragonabili. Tra tutte le economie avanzate elencate nelle tabelle del Fmi, solo il Giappone segnerà una crescita più bassa (rispettivamente +1% e +0,9%). Sugli Usa è stata confermata l’attesa di un più 2,9 per cento sul 2018 e più 2,7 per cento il prossimo anno.