Economia | Governo Conte

Banche, riforma fiscale e uscita dall'Euro: la Banca d'Italia scopre le carte

Il governatore Ignazio Visco alla Repubblica delle idee parla di Flat Tax, reddito di cittadinanza e uscita dall'Euro

Il governatore della Banca D'Italia Ignazio Visco a La Repubblica delle Idee
Il governatore della Banca D'Italia Ignazio Visco a La Repubblica delle Idee (ANSA/GIORGIO BENVENUTI)

BOLOGNA - «È una buona cosa riuscire a ridurre tutte le imposte perché dopo 50 anni ci vuole una riforma fiscale, ma bisogna vedere i modi e i tempi». Il governatore di Bankitalia Ignazio Visco è salito sul palco della Repubblica delle idee, la kermesse annuale di Repubblica, spiegando che «l'obbiettivo è positivo ed è ovvio che bisogna difendere i più deboli». A suo avviso poi «il reddito d'inclusione va nella direzione che vuole essere rafforzata dal Governo, perché bisogna dare opportunità a tutti, ma bisogna capire i modi e i tempi e avere chiari i vincoli di bilancio». Un intervento a 360 gradi sulla situazione politica ed economica italiana, quella del governatore della Banca d'Italia, che è entrato in tutti i temi caldi. Anche sull'eventuale uscita dall'Euro, ipotesi «improponibile e dannosa», e sul punto di forza per ripartire: «Ci sono passi in avanti da fare che si possono realizzare insieme. Occorre essere presente a quei tavoli, il governo a Bruxelles e la Banca d'Italia a Francoforte, che vanno nella direzione di costruire qualcosa insieme».

«Non ho parlato con Conte, incontrerò Tria»
Il governatore di Bankitalia, Ignazio Visco, ha poi spiegato di non aver parlato con il presidente del consiglio, Giuseppe Conte, sul tema delle banche. «A breve parlerò con il ministro dell'Economia Giovanni Tria - ha detto Visco - l'unico con il quale posso parlare liberamente di banche in quanto presiede il Comitato interministeriale per il credito e il risparmio». Al centro della discussione bolognese anche il tema delle banche Popolari e la riforma - «non un'imposizione ma un atto concordato» - rispondendo così a distanza al premier Conte che, durante il voto alla Camera per la fiducia, ha annunciato la volontà di mettere mano alla riforma delle popolari: «L'abbiamo affrontata dopo molti richiami da parte dell'autorità di vigilanza. Il disegno era mettere in sicurezza il sistema favorendo i riferimenti territoriali degli istituti». Visco quindi ha precisato che «tutto si può discutere ma è stato fatto un buon percorso». Tuttavia «non dobbiamo dimenticare che le banche sono imprese private e non possiamo sostituirci a loro. Il parlamento può definire le regole gioco» e auspicabilmente in «un ambito che resta l'Europa».

La riforma fiscale e il reddito di cittadinanza
«La riforma fiscale è complessa» ha quindi spiegato Visco: «Non è che si può fare abbassando tutte le tasse e poi vedere gli effetti». Il governatore sottolinea che «è una buona cosa riuscire a ridurre le imposte sui fattori di produzione e ridurre le imposte più distorsive». La valutazione su una riforma del fisco non può dunque prescindere «dai tempi e dai modi». Stesso discorso sul reddito di cittadinanza. «E' ovvio che vogliamo proteggere i più deboli anche se a mio parere l'obiettivo fondamentale è dare opportunità a tutti. L'uguaglianza delle opportunità è ancora più importante dell'uguaglianza dei redditi», ha detto Visco aggiungendo che «il lavoro è la migliore difesa dalla povertà».