15 ottobre 2019
Aggiornato 23:00
Politica

Crisi di governo, ora tocca alla Banca d'Italia: con un occhio sempre allo spread

Martedì mattina le attese Considerazioni finali del governatore della Banca d'Italia, Ignazio Visco

Il governatore della Banca d'Italia, Ignazio Visco
Il governatore della Banca d'Italia, Ignazio Visco ANSA

ROMA - La crisi politica, il nuovo governo e le tensioni sui mercati finanziari. Si inseriranno in questo contesto di grande incertezza le Considerazioni finali del governatore della Banca d'Italia, Ignazio Visco, attese domani mattina in Via Nazionale. Un intervento che arriva in una situazione di scontro istituzionale senza precedenti, con un esecutivo a termine e gli occhi del mondo puntati sull'Italia. Uno scenario inedito, accompagnato dalla Borsa che brucia decine di miliardi e lo spread in violenta ascesa. Le parole del governatore saranno quindi un indicatore importante sui rischi della speculazione finanziaria, per un paese in difficoltà che si proietta verso una nuova infuocata campagna elettorale. L'intervento di Visco comincerà alle 10.30, davanti a una platea composta dai big dell'economia e della finanza. Come ogni anno ci sarà un'ampia analisi sulla congiuntura, con la crescita che prosegue anche se a ritmi più lenti. La fine del quantitative easing della Bce, secondo Palazzo Koch, non dovrebbe creare grandi timori, perchè per l'Italia sono più importanti la credibilità, l'attuazione delle riforme e la riduzione del debito pubblico. Un percorso che va continuato con determinazione, come sostiene anche il presidente del Consiglio incaricato Carlo Cottarelli: non a caso un economista che per anni ha lavorato all'ufficio studi di Bankitalia.

La sicura soddisfazione per l'incarico a Cottarelli
E l'impegno di Cottarelli per una «gestione prudente dei conti pubblici» non può che essere condiviso da Visco, che domani potrebbe sottolineare nuovamente l'esigenza di tagliare il debito in maniera rilevante. Garantendo un avanzo primario significativo, infatti, si può riportare il debito sotto il 100% del Pil nel giro di 10 anni, rassicurando gli investitori sulla sostenibilità della finanza pubblica. Una strategia che va affiancata dall'attuazione delle riforme, refrain costante del governatore per portare avanti la modernizzazione del paese e stare al passo con il resto dell'Europa.

Savona, le banche e il legame con l'Unione Europea
Il legame con l'Unione Europea sarà un altro tema chiave del discorso di Visco. Nei giorni in cui un sostenitore dell'uscita dall'euro come Paolo Savona (ex-Bankitalia) è stato sul punto di insediarsi al ministero dell'economia, il governatore della Banca d'Italia ribadirà probabilmente l'importanza per l'Italia di giocare un ruolo nelle prossime importanti partite sul futuro dell'Europa: dal nuovo assetto di governance dell'Ue al completamento dell'unione bancaria. E le banche saranno come sempre al centro della relazione di Visco, in una fase in cui il sistema creditizio italiano continua la sua progressiva risalita, dopo aver superato anni molto difficili per la crisi finanziaria. Il problema delle sofferenze si sta ridimensionando ma, secondo Via Nazionale, nuove sfide si aprono per gli istituti di credito, a partire dalle nuove regole europee. E proprio i titoli bancari sono i più bersagliati in Borsa negli ultimi giorni di incertezze politiche, con Piazza Affari che ha azzerato i guadagni del 2018 e lo spread Btp-Bund quasi raddoppiato in un mese.

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