Economia | PIL

Come sta l'economia italiana (secondo l'Istat)

Gli indicatori disponibili per i primi mesi del 2018 segnalano la prosecuzione del recupero della crescita dell’economia italiana, ma con segnali di incertezza

Come sta l'economia italiana (secondo l'Istat)
Come sta l'economia italiana (secondo l'Istat) (EPA/DAVID HECKER)

ROMA - Gli indicatori disponibili per i primi mesi del 2018 segnalano la prosecuzione del recupero della crescita dell’economia italiana, pur se a ritmi moderati. Tuttavia, si profilano «segnali di incertezza» legati all’evoluzione delle politiche commerciali di Stati Uniti e Cina, alla prosecuzione del processo di normalizzazione della politica monetaria statunitense e agli effetti dei rialzi dei tassi sui mercati finanziari e valutari. E’ quanto emerge dal Rapporto annuale 2018 dell’Istat, nel quale viene evidenziato come nella prospettiva di breve termine i segnali siano «positivi seppure in leggera attenuazione». Sulla base delle stime preliminari dell’Istat, nel primo trimestre del 2018 il Pil è salito dello 0,3% sul trimestre precedente. Nello stesso periodo la fiducia delle famiglie è risultata in crescita, mentre quella delle imprese è diminuita, mantenendosi però su livelli elevati.

Mezzogiorno in crescita
Nel biennio 2015-2016 l’economia è tornata a crescere nel Mezzogiorno, dopo sette anni di contrazione: il Pil in volume è aumentato del 2,4%, un valore superiore a quello medio nazionale (+1,9%). Secondo l’Istat tuttavia emerge ancora il gap fra il Sud e il resto del Paese. Tra le regioni meridionali, il Molise e la Campania presentano variazioni positive del 4,9 per cento, la Basilicata del 9,2. Nel complesso, mentre la crescita del Sud è consistente (+3 per cento), la ripresa nelle Isole è più contenuta (+0,9). La contrazione osservata nel Mezzogiorno nel periodo compreso tra l’avvio della crisi e il 2014 è stata, del resto, intensa e più elevata di quella delle altre ripartizioni, con una riduzione del Pil che ha superato il 12 per cento.

Ripresa più forte nel Nord-est
Nel biennio la ripresa è più forte nel Nord-est (+2,5 per cento), in particolare in Emilia- Romagna e in Friuli-Venezia Giulia (+2,7). Il tasso di crescita del Nord-ovest (+2,0 per cento) riflette al suo interno dinamiche differenti: l’incremento è più elevato in Lombardia (+2,5 per cento), meno vivace in Piemonte (+1,5), negativo in Liguria (-0,5 per cento). Più contenuta l’espansione nelle regioni del Centro (+0,9 per cento), dove il Pil si è leggermente contratto nelle Marche (-0,1 per cento).