23 ottobre 2018
Aggiornato 02:30

Tim, la mano del governo dietro il ribaltone

Per la vittoria di Elliot contro Vivendi determinante il voto di Cassa Depositi e prestiti, controllata dal Ministero dell'Economia
Foto di archivio
Foto di archivio (ETTORE FERRARI/ANSA/I51)

ROMA - Ribaltone in Tim: Elliott batte Vivendi in assemblea e si aggiudica la maggioranza del cda. «Una vittoria per tutti gli azionisti. Si apre un nuovo capitolo per il gruppo», è stato il primo commento del fondo attivista entrato in scena solo due mesi fa. Una vittoria comunque di misura visto che il fondo Usa, che ha l'8,8% del capitale, ha ottenuto i voti favorevoli da parte del 49,84% dei presenti contro il 47,18% della lista di Vivendi, primo socio del gruppo di tlc con il 23,94%. A fare la differenza la Cassa Depositi e Prestiti che, con il 4,78% del capitale, è stata determinante per far eleggere i 10 consiglieri del fondo di Paul Singer. I francesi, a dispetto delle attese, sono riusciti invece a coagulare attorno alla loro lista quasi l'8% del capitale ordinario. Una percentuale non di poco conto se si considera che tutti i proxy adviser avevano raccomandato di votare per Elliott.

Il ministro Calenda festeggia
L'esito assembleare è stato subito salutato con favore su Twitter dal ministro dello sviluppo economico Carlo Calenda: «Che Tim diventi una vera public company è un risultato importante. Ora che i conflitti di interesse con gli azionisti non la danneggino più e che si acceleri sulla separazione della rete».

«Ma il Parlamento era all'oscuro di tutto»
A denunciare però l'assenza di chiarezza nel ruolo determinante del Ministero dell'Economia è Stefano Fassina, di Liberi e Uguali, componente della Commissione speciale di Montecitorio: «L'assemblea dei soci ha scelto il cambio di maggioranza. La lista del fondo Elliot ottiene 10 consiglieri. Il voto di Cdp, con il suo 5%, è stato decisivo per il ribaltone. Cassa depositi e prestiti è controllata dal Mef, ma il Parlamento è stato tenuto completamente all'oscuro su tale scelta su un asset di massima rilevanza per l'interesse nazionale. L'esclusione del Parlamento è responsabilità del Governo, ma è responsabilità anche dei cosiddetti vincitori del 4 Marzo che, in Commissione Speciale, hanno rigettato la richiesta di LeU di audizione del Ministro e dei vertici di Cdp, mentre tuonavano contro l'establishment in campagna elettorale. Chiediamo ancora una volta al Presidente Molteni l'audizione del Ministro Calenda e di Cassa depositi e prestiti per avere informazioni sul piano industriale di Elliot».

Vivendi non si arrende e attacca Cassa depositi e prestiti
Non si dà comunque per sconfitto Vivendi, che resta primo socio di Tim e ha confermato di voler essere un investitore di lungo termine. I francesi vigileranno che ci siano garanzie affinchè Amos Genish porti a compimento il suo piano industriale e prenderanno tutte le misure necessarie per preservare il valore della società ed evitare il suo smantellameno. Vivendi ha lanciato comunque una stoccata alla Cassa Depositi e Prestiti: «Non è una vittoria dettata dal mercato. La Cdp, controllata pubblica, ha fatto la differenza, votando per un hedge fund invece che per un azionista industriale di lungo termine».