Economia | Governo Gentiloni

Calenda all'attacco su Ilva e Tap: «L'Italia rischia di morire di veti»

Il ministro dello Sviluppo economico ha rilasciato un'intervista al Quotidiano nazionale

Il ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda
Il ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda (ANSA)

ROMA - La crociata del ministro dello Sviluppo economico contro il governatore della Puglia prosegue senza sosta. Anche durante le festività, Carlo Calenda non rinuncia a chiamare in causa Michele Emiliano.  «In Puglia Emiliano fa ricorso contro l'Ilva perché non va a gas e contro il Tap perché porta il gas. E' una situazione surreale - ha dichiarato in un'intervista rilasciata al Quotidiano nazionale la vigilia di Natale - . Noi abbiamo 32.000 chilometri di gasdotti in Italia e il tratto del Tap sono 8 chilometri. Stiamo parlando del nulla, e su questo si scatena una battaglia ideologica. L'Italia rischia di morire di questo tipo di atteggiamento».

Calenda: Il rischio per il Paese è alto
«Non dobbiamo rassegnarci al piccolo cabotaggio. Questo Paese - ha spiegato Emiliano - è grande anche perché c'è l'industria e così deve continuare a essere. Come si devono poter costruire le opere che servono. E si puo' fare se si capisce che governo, istituzioni e sindacati, pur nella differenza dei ruoli, hanno poi un obiettivo comune».Secondo il ministro bisogna lavorare sul merito, non su prese di posizione ideologiche o finalizzate alla campagna elettorale. «Se i partiti non populisti si mettono a fare i populisti promettendo tutto e il contrario di tutto il rischio che vengano sconfitti è alto - ha aggiunto - . E in una congiuntura come quella che viviamo, il rischio per il Paese è gigantesco. La prossima legislatura sarà una legislatura cruciale».

L'Italia deve crescere e investire di più
Calenda nello specifico vede «un grandissimo rischio», determinato da due cose. Da un lato la discussione in Europa «che va tutta nella direzione di un rafforzamento degli strumenti di controllo dei Paesi indebitati». Dall’altro lato il quantitative easing che va esaurendosi. E il problema, secondo il ministro, è che anche se l’Italia ha ottimi numeri di produzione industriale ed export la crescita «è ancora molto difforme». Perciò oggi siamo in una situazione «molto complicata", ed è indispnsabile continuare sulla strada intrapresa, e cioè ridurre il deficit. «Dobbiamo cominciare ad avere un po’ più di inflazione che aiuti a ridurre il debito e dare priorità all’unica cosa che può innescare una crescita vera: gli investimenti - ha sottolineato Calenda - . Dobbiamo premiare chi investe, diminuire il costo del lavoro e creare un benessere vero che non è quello delle mance elettorali o del taglio di qualunque tassa. Questo ragionamento posto ai cittadini in modo articolato e serio è una cosa che premia».