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Intesa Sanpaolo da record grazie alle Venete: «Il migliore terzo trimestre di sempre»

Il gruppo Intesa Sanpaolo è sostanzialmente arrivato "in fondo" al proprio percorso di riduzione dell'esposizione in titoli pubblici italiani ha detto l'ad Carlo Messina

Il Ceo di Intesa Sanpaolo, Carlo Messina, alla Bloomberg european banking conference
Il Ceo di Intesa Sanpaolo, Carlo Messina, alla Bloomberg european banking conference (ANSA/Daniel Dal Zennaro)

TORINO - Il gruppo Intesa Sanpaolo è sostanzialmente arrivato "in fondo" al proprio percorso di riduzione dell'esposizione in titoli pubblici italiani. Lo ha detto l'ad della Cà de Sass, Carlo Messina, nella conference call sui risultati dei primi 9 mesi 2017. "Siamo vicini alla conclusione della riduzione del nostro portafoglio di di Titoli di Stato italiani. Quest'anno abbiamo realizzato una riduzione significativa e credo che siamo vicini alla percentuale minima del nostro portafoglio", ha affermato. A fine settembre 2017, il gruppo risultava esposto in bond governativi italiani per 81,4 miliardi id euro (di cui 31,36 in capo all'attività bancaria e 50 mld all'attività assicurativa), rispetto agli oltre 90 miliardi di euro di fine settembre 2016. Dalle slide di presentazione dei conti è emerso che Intesa Sanpaolo ha accumulato 12 miliardi di euro di capitale in eccesso dovuto a "internal capital management». Durante la conference call, Messina ha dichiarato: "Siamo in una chiara posizione di eccesso di capitale. Avere un eccesso di capitale è sempre un problema felice".

In arrivo un nuovo Piano d'impresa
In vista del nuovo Piano d'impresa che sarà presentato a fine febbraio 2018, Intesa Sanpaolo ha anticipato che prevede di mantenere una buona distribuzione dei dividendi anche per il futuro. Alla domanda di un analista se la Cà de Sass intenda in futuro ridimensionare i livelli di pay-out, rendendoli più simili a quelli della media dei suoi competitor europei, o intenda mantenere questi livelli, Messina ha replicato: "Sui dividendi il punto è sempre stato collegato alla quantità di eccesso di capitale e alla posizione patrimoniale. Quindi, considerando che siamo in ottima forma, diciamo così, in termini di capitale riteniamo di poter mantenere una buona distribuzione di dividendi anche in futuro». "Quello che è chiaro è la quantità di risultato netto che potremo generare in futuro, ma questo fa parte del Piano d'impresa che sarò pronto a presentare nel febbraio prossimo. Dobbiamo tenere conto del fatto che non abbiamo lo stesso excess capital dei concorrenti", ha aggiunto Messina durante la conference call sui risultati dei primi 9 mesi 2018. Intesa Sanpaolo presenterà "a fine febbraio 2018" il suo nuovo Piano d'impresa, dopo aver completato alla fine dell'anno in corso il Piano 2014-2017. Lo ha precisato l'Ad del gruppo, Carlo Messina, che al termine della conference call sui risultati dei primi 9 mesi 2017 ha dato appuntamento agli analisti a fine febbraio prossimo per la presentazione del nuovo piano.

47 mld di euro erogati
A supporto dell'economia reale, Intesa Sanpaolo ha erogato oltre 47 miliardi di euro di nuovo credito a medio-lungo termine nei primi nove mesi del 2017, con circa 36 miliardi in Italia, in crescita del 4,5% rispetto ai primi nove mesi del 2016. In particolare, circa 31 miliardi erogati a famiglie e piccole e medie imprese, in aumento del 5,2% rispetto ai primi nove mesi del 2016. Lo segnala la cà de Sass nel comunicato sui risultati dei primi 9 mesi del 2017. Nel periodo, poi, oltre 15.000 aziende italiane sono state riportate in bonis da posizioni di credito deteriorato e più di 67.000 dal 2014. Il risultato netto del solo terzo trimestre 2017 - indicato dalla banca come "il miglior terzo trimestre di sempre" - si è attestato a 650 milioni di euro, contro i 628 milioni di un anno prima. L'utile salirebbe a 731 milioni escludendo l'impatto dei rami acquisiti di Popolare Vicenza e Veneto Banca. In miglioramento, a fine settembre scorso, il trend della qualità del credito: in 24 mesi è stata registrata una riduzione di 11 miliardi di euro dello stock di crediti deteriorati lordi, senza oneri straordinari per gli azionisti, e nel terzo 2017 è stato rilevato "il flusso lordo da bonis piu' basso dalla costituzione di Intesa Sanpaolo".

Proventi netti pari a oltre 12 mld
Il conto economico consolidato dei primi nove mesi del 2017 ha registrato proventi operativi netti pari a 12,634 miliardi di euro (escludendo 96 milioni di apporto nel terzo trimestre dei rami acquisiti), in flessione dell' 1,2% rispetto ai primi nove mesi del 2016, ma in aumento dell' 1,4% se si escludessero gli effetti della svalutazione della valuta egiziana e i dividendi provenienti dalla quota detenuta in Banca d'Italia (pari a 10 mln nel 2017 e a 121 mln nel 2016). Gli interessi netti sono ammontati nel periodo a 5,369 miliardi di euro (escludendo 58 mln dei rami acquisiti), in diminuzione del 3,2% rispetto ai primi nove mesi 2016, ma in crescita dello 0,2% se si escludesse l'effetto della svalutazione della valuta egiziana.

Tutti i numeri
Le commissioni nette nei nove mesi sono state pari a 5,640 miliardi (escludendo 57 mln dei rami acquisiti), in aumento del 6,4% rispetto allo stesso periodo 2016. In dettaglio, si registra una flessione dello 0,7% delle commissioni da attività bancaria commerciale e una crescita del 12% delle commissioni da attività di gestione, intermediazione e consulenza. Il risultato dell'attività assicurativa è sceso a 750 milioni di euro, rispetto a 829 milioni dei primi nove mesi del 2016. Il risultato dell'attività di negoziazione è calato a 799 milioni di euro rispetto a 943 milioni dei primi nove mesi del 2016. I costi operativi sono ammontati a 6,336 miliardi di euro (escludendo 200 mln dei rami acquisiti), in linea con i 6,338 miliardi dei primi nove mesi 2016. Il risultato della gestione operativa si è attestato nei 9 mesi a 6,298 miliardi di euro (escludendo il saldo negativo di 104 mln dei rami acquisiti), in diminuzione del 2,4% rispetto ai 6,453 miliardi dei primi 9 mesi 2016, ma in aumento dell' 1,5% se si escludessero gli effetti della svalutazione della valuta egiziana e i dividendi provenienti dalla quota detenuta in Banca d'Italia. Il cost/income ratio nei primi è risultato pari al 50,2% (escludendo i rami acquisiti), rispetto al 49,6% dei primi 9 mesi del 2016. Le rettifiche di valore nette su crediti sono state pari a 2,078 miliardi, rispetto ai 2,534 miliardi dei primi 9 mesi 2016. L'ammontare di accantonamenti netti e rettifiche di valore nette su altre attività è stato pari a 85 milioni, rispetto ai 317 milioni dei primi 9 mesi del 2016.